Reato di omicidio stradale: verso il via libera definitivo

Prosegue il percorso che dovrebbe introdurre nel Codice Penale il reato di omicidio stradale. Previsto anche l’ergastolo della patente.

Reato di omicidio stradale: verso il via libera definitivo

di Giuseppe Cutrone

18 luglio 2014

Prosegue il percorso che dovrebbe introdurre nel Codice Penale il reato di omicidio stradale. Previsto anche l’ergastolo della patente.

L’introduzione del reato di omicidio stradale sembra avvicinarsi grazie all’approvazione di un emendamento in Commissione Trasporti della Camera approvato ieri.

Con questo passaggio c’è stato il via libera alla legge delega che porterà alla riforma della Codice della Strada, con l’obiettivo di rendere più sicura la circolazione ed evitare le stragi sulle strade che puntualmente popolano gli spazi di giornali e telegiornali. 

Il testo della legge delega è adesso in discussione a Montecitorio e solo dopo aver superato questo punto potranno essere apportate delle modifiche al Codice penale affinché il reato di omicidio stradale venga riconosciuto dall’ordinamento giuridico. 

Oltre a rispondere penalmente, l’emendamento stabilisce anche che chiunque provochi un incidente mortale violando le norme della circolazione stradale sarà passibile di una serie di sanzioni amministrative. Tra queste c’è il ritiro della patente, che potrà essere temporaneo o a tempo indeterminato e valido su tutto il territorio italiano. 

Il vice ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, ha dichiarato: “non c’è più tempo da perdere. Ci sono questioni urgenti che non possono essere rimandate. Questioni che stanno nel cuore degli italiani e di quelle famiglie che hanno perso un parente a causa di persone che si sono messe alla guida violando le norme del codice della strada. Abbiamo previsto l’ergastolo della patente. Non guidi più”. 

Si tratta quindi della risposta dell’istituzioni alle richieste arrivate negli anni scorsi da più parti, quando varie associazioni per la sicurezza stradale e alcuni schieramenti politici avevano chiesto norme più severe ed efficaci per contrastare i comportamenti irresponsabili alla guida.

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