Bollo auto: un microchip antievasione?

Gl Events propone al governo un microchip per verificare il pagamento del bollo auto. E destinare i proventi recuperati come incentivi all'acquisto.

Novità in vista per il bollo auto: se da un lato si vuole utilizzare la tecnologia per rilevare l'evasione, dall'altro sono giunte proposte per utilizzare il denaro proveniente dal recupero dei bolli non pagati per incentivare l'acquisto di vetture.

A fare queste proposte è il Centro Sudi Promotor GL events, la società che organizza anche il Motor Show di Bologna, che si è rivolta direttamente al Governo sottolineando che tale azione potrebbe far affluire nelle casse statali circa 1 miliardo di euro l'anno, cifra sufficiente per iniziare un programma di rottamazione.

"Le informazioni relative al pagamento del bollo di circolazione - ha detto il presidente Gian Primo Quagliano - potrebbero essere contenute in un microchip da esporre sul parabrezza dell'auto, in modo da venir lette da autovelox e da strumenti per controllare l'accesso alle zone a traffico limitato di alcune città italiane o per accedere in autostrada".

L'obbligo di esporre il bollo sul parabrezza non è una novità, essendo stato in vigore fino al 31 dicembre 1997. Nel suo decreto sulle liberalizzazioni, comunque, il Governo ha introdotto un sistema che prevede l'installazione di un microchip per combattere la falsificazione dei contrassegni Rc auto. La proposta è di estendere tale sistema anche al bollo.

Sulla necessità di trovare le coperture per riproporre gli incentivi agli acquisti di nuove auto è d'accordo anche Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che nei giorni scorsi aveva parlato della possibilità di fondi da destinare agli automobilisti, anche perché per lo Stato il costo dell'incentivo viene sempre recuperato attraverso il parallelo aumento del gettito Iva derivante dai maggiori acquisti di veicoli determinati dagli incentivi stessi.

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di Andrea Barbieri Carones | 31 gennaio 2012

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