Chrysler: niente accordo con i sindacati USA

Si continua a trattare per il rinnovo dell’accordo tra i sindacati americani e Chrysler nonostante il termine di scadenza per la firma sia scaduto.

Chrysler: niente accordo con i sindacati USA

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di Giuseppe Cutrone

15 settembre 2011

Si continua a trattare per il rinnovo dell’accordo tra i sindacati americani e Chrysler nonostante il termine di scadenza per la firma sia scaduto.

Proseguono le trattative che dovrebbero portare al raggiungimento dell’accordo tra il gruppo Chrysler e il sindacato automobilistico americano United Auto Workers per l’estensione dell’attuale contratto di lavoro che riguarda 113.000 lavoratori.

La scadenza era fissata per la mezzanotte appena trascorsa, ma la mancanza dell’accordo entro i termini ha fatto saltare il tavolo delle trattative, nonostante l’amministratore delegato di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, avesse lasciato nella serata di ieri la Germania, dove presenziava al Salone di Francoforte, per volare alla volta di Detroit con l’obiettivo di arrivare all’attesa firma.

Marchionne – irritato per il comportamento del presidente del sindacato Bob King che aveva disertato l’appuntamento – ha scritto in queste ore una lettera di protesta proprio al rappresentante sindacale, in cui si legge: “Sono rientrato dal Motor Show di Francoforte ieri sera tardi proprio per essere qui oggi e definire il dialogo che è stato avviato dai nostri team, ma che richiedeva la presenza mia e sua per essere concluso. Mi è stato detto che purtroppo voi non potete essere presente per impegni concomitanti. Sono disposto a estendere il contratto di una settimana ulteriore per consentire la chiusura di tutte le questioni ancora in sospeso”.

Secondo le ultime indiscrezioni che arrivano da Detroit sembra comunque che l’accordo sia ad un passo, anche se rimangono da definire alcune questioni, in particolare quella riguardante il sistema delle paghe dimezzate introdotto nel 2009 dall’accordo raggiunto tra Marchionne, King e Barack Obama, una posizione che si scontra con quella del dirigente Chrysler, che vorrebbe invece mantenere le condizioni attuali anche per i prossimi anni.