Pagani Zonda R

Al Luxus Motor Show di Vienna debutta finalmente la Pagani Zonda R

Dopo essersi prodotta in una sorta di fuggevole miraggio al Salone di Ginevra del 2007, per poi far perdere le proprie tracce, l'esagerata Pagani Zonda R riaffiora dal cilindro di Horacio Pagani sotto i riflettori della prestigiosa kermesse viennese del Luxus Motor Show. Con la flemma regale di chi non teme la concorrenza, in Pagani non vollero precipitare le cose quando, nell'ormai lontano 2006, quasi tutti i disegni della nascitura versione "R" erano pronti sul tavolo del suo eclettico creatore.

Narra la leggenda che ad appiccare la scintilla del progetto "R" sia stato l'estro di un affezionato cliente italo-americano, già possessore entusiasta di altre tre Zonda. Questi, dopo essersi a lungo arrovellato sulla possibilità di ordinare una vettura da competizione, pare abbia optato per una forma il più individualistica possibile. Ne scaturì una concezione di auto talmente vicina alla brand identity della Casa modenese, che l'idea venne felicemente accolta dal patron Horacio in vista dello sviluppo di una piccola serie.

 

Cuore tedesco, classe italiana

La sfida non avrebbe potuto dirsi vinta senza il supporto della Mercedes-AMG, che ha fornito la motorizzazione di base, derivata da quella che portò la CLK GTR a dominare il campionato DTM.

Con i suoi 12 cilindri a V di 60° e una cubatura di 5987 cc, l'unità teutonica è stata sottoposta a una radicale revisione che ne incrementa la potenza fino a 750 CV a 8000 giri/minuto, con una coppia massima di 710 Nm, consentendo alla Zonda R di accelerare da 0 a 100 km/h nell'arco di appena 3,2 secondi e di raggiungere velocità prossime ai 400 km/h.

Valori da primato che non pregiudicano tuttavia le doti di robustezza di una meccanica fedele  ai propositi di durabilità della coupé Pagani, in grado di percorrere oltre 5000 km prima della manutenzione. L'architettura del propulsore mutua dalla CLK GTR il sistema di lubrificazione a secco, con serbatoio dell'olio separato, accorgimento che contribuisce a mantenere basso il baricentro della vettura. Questa motorizzazione adotta un sistema di aspirazione in fibra di carbonio a elevate prestazioni, affiancato da una frizione a dischi multipli di derivazione corsaiola e  da un sistema di scarico ispirato alla Formula 1, idroformato in Inconel 625 e rivestito in ceramica per una dissipazione ottimale del calore.

Sebbene a colpo d'occhio sia forte la tentazione di affermare il contrario, la Zonda R non eredita più di un esiguo 10% delle componenti dalla più mondana sorella "F". Le sospensioni forgiate in Avional, un inedito cambio sequenziale a sei rapporti, la monoscocca in fibra di carbonio e il serbatoio del carburante a quattro pompe, di derivazione aeronautica, non sono che una faccia della medaglia.

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