Porsche Cayman Alpha-One by Alpha-N Performance

La Cayman è stata rivista in chiave racing da Alpha-N Performance. Si chiama Alpha-One, e della baby Porsche mantiene solo l'abitacolo.

Porsche Cayman Alpha-One by Alpha-N Performance

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Una baby Porsche dall'aspetto minaccioso e aggressivo? L'operazione è possibile; a patto, poi, di non avere timore a esibire una GT tale solo nel nome, che non conceda nulla all'eleganza e, al contrario, punti tutto sulla sportività.

E' una filosofia che, ancora una volta, arriva dalla Germania, patria europea del tuning, e rivolta alla Porsche Cayman, la "piccola" di Zuffenhausen alla quale spesso le factory di elaborazione preferiscono la ben più blasonata - e performante già "di serie" - Porsche 911.

Alpha-N Performance, tuner di Bad Neuenahr specializzato nell'elaborazione di... prodotti nazionali (recentemente abbiamo già illustrato le sue creazioni su base Bmw 1M e Bmw M3) presenta in questi giorni la Alpha-One.

Si tratta di una rivisitazione in chiave racing della Porsche Cayman, nella quale la vettura è stata profondamente rivista, sotto l'aspetto aerodinamico e - almeno a quanto annuncia Alpha-N - prestazionale, sebbene riguardo a quest'ultimo punto non ci siano ancora dei riscontri oggettivi.

Ci fidiamo, per il momento, delle indiscrezioni del Web, che si limitano a evidenziare in modo generico come il generoso 6 cilindri boxer da 3,4 litri e 330 Cv di serie "Può essere in grado di sopportare un incremento di potenza fino a 800 CV". Dichiarazioni coraggiose, che saremo curiosi di riscontrare nella realtà.

L'aspetto tangibile della Alpha-One è la profonda rivisitazione aerodinamica della quale è stata fatta oggetto da Alpha-N. La factory tedesca, grazie anche all'apporto di un gruppo di ingegneri ex-Brabham Racing che fanno capo ad essa, ha sviluppato un bodykit in fibra di carbonio che, di fatto, modifica decisamente le linee originarie della Cayman.

Tutto è stato riprogettato: all'anteriore, si nota un nuovo paraurti con splitter e prese d'aria più ampie e nuove feritoie verticali per il raffreddamento dei freni; altre feritoie, di maggiori dimensioni, si incontrano in corrispondenza dei parafanghi (anteriori e posteriori); lateralmente, sono state aggiunte due "minigonne" che raccordano i larghi codolini passaruota.

Il profilo posteriore è stato anch'esso rivisto, con il montaggio di un inedito spoiler che si raccorda in maniera armoniosa con i parafanghi, e sovrasta una "coda" massiccia dominata, nella parte inferiore, da un generoso diffusore e, lateralmente, da un altro paio di prese d'aria verticali.

Lo studio aerodinamico, come si può notare, è particolarmente accurato, e ricorda chiaramente un prototipo... stradalizzato: il risultato, curiosamente, rivela una certa somiglianza con la Porsche 918.

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di Francesco Giorgi | 31 luglio 2012

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