Ford sperimenta la guida autonoma al buio

Una nuova tecnologia permette alle Ford Fusion ibride a guida autonoma di avanzare al buio e a fari spenti senza alcun intervento del conducente.

Ford Fusion Hybrid senza conducente

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Tra le sfide che i tecnici delle Case auto devono affrontare nelle fasi di studio della tecnologia di guida autonoma ci sono le rilevazioni di determinate caratteristiche stradali di difficile "interpretazione": segnali stradali rovinati o maltenuti, fondi stradali mediocri, persino avverse condizioni meteo e luce solare insufficiente possono contribuire a rendere molto più complessa la continua elaborazione dei parametri da parte dei radar e dei sensori di bordo.

Fra le aziende che in questi mesi stanno portando avanti un prorpio programma di sviluppo dell'auto a guida autonoma c'è Ford, per la quale lo scorso dicembre si era vociferata un'alleanza strategica con Google per lo sviluppo della "self-driving car". Al CES di Las Vegas dello scorso gennaio, inoltre, l'amministratore delegato Mark Fields aveva annunciato un colpo di acceleratore sui test di sviluppo, con l'aumento delle vetture - laboratorio (30 unità) e l'introduzione di un nuovo sensore.

Si tratta, in questo caso, del Lidar, sviluppato dalla factory californiana Velodyne. Tecnicamente, il Lidar (sigla che sta per "Light Detection and Ranging") è in grado di "catturare" immagini 3D in un raggio fino a 200 metri e, grazie alle dimensioni particolarmente compatte (è grande come una tazza) può essere agevolmente montato sopra lo specchio retrovisore interno della vettura.

Ed è proprio grazie al Lidar, e alle sue capacità di "vedere" tutto quello che avviene intorno alla vettura in condizioni di scarsa visibilità, che attualmente Ford porta avanti la sperimentazione sulla guida autonoma. In questa fase di programma, i test - a bordo delle Ford Fusion ad alimentazione ibrida - si svolgono nelle aree di prova con sede in Arizona: una particolare attenzione viene posta dai tecnici alle situazioni di marcia in notturna.

Una serie di sofisticati sensori invia alla centralina elettronica di elaborazione dati 2.800.000 impulsi laser al secondo per eseguire la scansione "in tempo reale" dell'ambiente circostante: gli impulsi si basano su un campo visivo verticale di 26 gradi di ampiezza. Il nuovo Lidar, abbinato a una serie di mappe 3D, ha permesso a Ford un test "estremo" di orientamento in guida autonoma: la marcia in notturna a fari spenti.

Questo particolare test, spiegano i tecnici Ford che conducono la sperimentazione, servirà a valutare la risposta del veicolo nella nuovissima tecnologia di guida autonoma di "livello 4": quella, cioè, che si attua senza alcun intervento da parte del conducente.

I tempi, in questo senso, sono piuttosto ristretti: lo stesso Mark Fields aveva recentemente dichiarato di aspettarsi "Entro il 2020" l'arrivo dei sistemi di controllo totalmente autonomo delle vetture sulle strade nordamericane. Tuttavia, al momento occorre tenere conto dei costi, ancora troppo elevati, in proiezione dell'impiego del sistema Lidar sulle vetture di normale produzione: un aspetto, quest'ultimo, che non preoccupa i dirigenti Ford, i quali fanno affidamento sulle future migliorie tecnologiche e, nello stesso tempo, su una graduale tendenza verso il basso dei costi di realizzazione.

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di Francesco Giorgi | 11 aprile 2016

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