Diesel pulito: così Bosch promette il taglio alle emissioni di ossidi di azoto

Un dispositivo di modifica alle condizioni di lavoro del sistema EGR, e la relativa riprogrammazione dell’elettronica, per una drastica riduzione dei NOx. Una seconda giovinezza per i motori a gasolio?

Diesel pulito: così Bosch promette il taglio alle emissioni di ossidi di azoto

di Francesco Giorgi

27 aprile 2018

Nel futuro non vedremo più auto a gasolio? Staremo a vedere. Nel frattempo, ci si chiede che fine faranno tutti gli autoveicoli diesel che, nel frattempo, continueranno ad essere prodotti e venduti, e per i quali c’è da giurarci che faranno parte del parco circolante ancora per un bel pezzo. In buona sostanza: mentre – a livello amministrativo – si cercano soluzioni per rendere sempre più eco friendly la mobilità degli anni a venire, i big player del comparto automotive restano stretti stretti fra le esigenze di un futuro “green” (concretamente) e lo sviluppo delle tecnologie di propulsione “tradizionali” attualmente esistenti, e per le quali sono state investite ingenti somme di capitali che dovranno giocoforza essere ammortizzati e “recuperati”. C’è, ed è un dato di fatto, lo sviluppo dei sistemi di alimentazione elettrificata (ibrido, ibrido plug-in, fuel cell, 100% elettrico, mild hybrid) che promettono un sensibile “taglio” alle emissioni. Alcuni Costruttori (Audi, ad esempio) promuovono lo studio di carburanti prodotti da fonti rinnovabili (e-benzina, e-diesel, e-gas).

Tuttavia, sul taccuino delle priorità dei colossi del comparto auto resta scritta a caratteri cubitali la questione del “tradizionale” gasolio derivato dal petrolio, che da quando – principio dell’autunno 2015 – in tutto il mondo deflagrò lo scandalo “Dieselgate” sulle emissioni degli ossidi di azoto, sembra da più parti condannato ad una futura archiviazione.

Per la serie: “Che fare con i diesel che contineranno a circolare ancora per diversi anni? Come garantire loro un concreto futuro?”, ecco una possibile soluzione. A firmarla è Bosch, Gruppo leader nel settore dei componenti automotive e da sempre attivo in specifiche attività di ricerca e sviluppo. La multinazionale tedesca annuncia, in questi giorni, di essere al centro di un programma orientato ad una drastica diminuzione dei NOx, gli ossidi di azoto che vengono emessi in percentuali maggiori proprio dai motori diesel.

Sulla scorta di recenti normative, che prevedono il limite di 168 mg/km di ossidi di azoto per tutte le autovetture di nuova omologazione costruite dal 2017, in previsione di un ulteriore ribasso di tale soglia (120 mg/km al 2020) e a fianco dei notevoli studi affrontati dai Gruppi automotive per rientrare in tali limiti, Bosch comunica la messa a punto di un dispositivo utile a limitare notevolmente gli ossidi di azoto da diesel: si parla di ridurne le emissioni fino a 13 mg/km.

Tale sistema, rende noto il colosso della componentistica OEM ed aftermarket, si baserebbe sull’impiego di elementi e parti già esistenti sul mercato. Non ci sarebbe, inoltre, bisogno di alcun modulo ibrido in aggiunta: una tecnologia che, spiegano i vertici Bosch, per questo potrebbe essere disponibile a breve termine, e senza gravare in maniera “pesante” sui portafogli delle Case auto.

Il “cuore” di questo progetto messo a punto da Bosch consisterebbe in un programma di ottimizzazione dell’EGR di ricircolo dei gas di scarico. Ciò si attuerebbe attraverso uno specifico progetto che, fra i vari step, prevede la ricollocazione della valvola EGR in una posizione maggiormente vicina al motore (in ossequio alla tecnologia secondo la quale la detta valvola lavora meglio – ovvero: tratta i gas di scarico in maniera più precisa – su temperature al di sopra di 200 °C) per mantenerne la temperatura operativa correttamente elevata più a lungo – e, di conseguenza, tenere sotto controllo elimitare le emissioni di NOx -, nonché in una nuova gestione dell’elettronica.

Una prima fase di test su strada è già stata completata, utilizzando come “cavia” una Volkswagen Golf GTD equipaggiata con un dispositivo di misurazione delle emissioni, simile a quelli impiegati per la rilevazione delle emissioni stesse secondo quanto prescritto dal nuovo ciclo RDEReal Driving Emissions, entrato in vigore nel 2017 a fianco del protocollo WLTPWorldwide harmonized Light vehicles Test procedure.