Scandalo Volkswagen, Jeremy Clarckson assolve la casa tedesca

L'editoriale del giornalista inglese sul Dieselgate, tra il comico e il provocatorio, pubblicato sul Sunday Times.

Non poteva non dire la sua Jeremy Clarkson, sullo scandalo "Dieselgate" della Volkswagen e, nel suo stile ironico e provocatorio, lo ha fatto nell’editoriale del Sunday Times dello scorso 27 settembre.

Clarkson non sembra essere poi così interessato allo scandalo, già dal titolo “Chissenefrega” si evince quanto gli stia a cuore il problema.

Per il giornalista inglese è colpa dei soliti ambientalisti che per diversi anni hanno sostenuto l’utilizzo delle auto a diesel per salvare il pianeta salvo poi cambiare idea non appena questo tipo di auto ha raggiunto la quota del 50% sul mercato europeo. Le tesi ambientaliste sostenevano che i NOx prodotti dal diesel “avrebbero ucciso tutti i nostri bambini e cuccio di cane entro domani all’ora del the” ragion per cui molti governi hanno deciso di limitare l’emissione di NOx da parte delle auto. Così le case automobilistiche hanno investito tanti soldi per progettare nuovi sistemi diesel ma Volkswagen è andato oltre, spiega Clarkson, inventando il software che riduce le emissioni solo in fase di test.

Ma allora chi “soffre” per questo scandalo? Sicuramente non i clienti perché, i motori dello scandalo sono “migliori da guidare rispetto a quanto sarebbero state se avessero dovuto essere riprogettate per rispettare le regole”. Per l’ex conduttore di Top Gear le tesi ambientaliste di Greenpeace e simili sono pure speculazioni basate sul nulla: “circa il 60 per cento dei NOx generati dall'uomo non viene dai trasporti stradali e per quanto riguarda il restante 40 per cento, la maggior parte viene da camion e bus -scrive Clarkson, "nel grande schema delle cose, la Golf diesel del vostro vicino non fa nessuna differenza rilevante”.

In parole povere il giornalista assolve la Volkswagen, “Chi non ha mai aggirato le regole?” dice “non voglio vedere Volkswagen perdersi nell'oblio per colpa di un piccolo imbroglio senza conseguenze e portato avanti con buone intenzioni”.

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di Giovanni Mercadante | 09 ottobre 2015

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