F1, GP Russia: le verità di Sochi

Titolo costruttori alla Mercedes e situazione tesa in casa Red Bull.

La Formula 1 è pronta per le trasferte d'oltreoceano e lascia la Russia con una certezza: la Mercedes trionfa nel mondiale costruttori. Non che fosse una sorpresa, ormai era nell'aria ed era solamente questione di tempo, ma la retrocessione di Raikkonen dal quinto posto all'ottavo, per una penalizzazione dopo il contatto con Bottas all'ultimo giro, ha fatto sì che i giochi venissero chiusi anzitempo.

Dopo tutto, la superiorità della Mercedes è stata palese per tutta la stagione e, nonostante le tre vittorie Ferrari, nessuno ha pensato che il colosso teutonico potesse vacillare. Tuttavia, la rossa ha agguantato il secondo posto nella classifica piloti, con Vettel che ha sopravanzato Rosberg di 7 punti, e questo è già un indizio di quanto potremo vedere nel 2016, visto che la Ferrari punta decisamente al bersaglio grosso.

Certo, il gap con le frecce d'argento è evidente, ed il ritiro del figlio d'arte ha favorito il sorpasso in classifica di Vettel, ma il tedesco è sempre lì, costante, pronto a cogliere come un falco ogni opportunità e con una macchina vincente l'anno prossimo potrebbe farci sognare come ai tempi di Schumi.

Si spiega anche così quel dietro front che sembra palesarsi sull'eventuale fornitura dei motori Ferrari alla Red Bull, una squadra che comunque continua a far paura e che nessuno dei big si sente di favorire dal punto di vista motoristico.

Quindi, adesso, il team di Milton Keynes si trova ad un bivio: o chiede scusa alla Renault, presa di mira per tutto il 2015, oppure si allontana dalla massima formula, visto che attualmente è difficile che Mercedes o Ferrari gli concedano un propulsore alla pari con quello delle loro monoposto. A dire il vero la Casa di Maranello, si vocifera nell'ambiente, avrebbe offerto l'evoluzione della power unit di quest'anno, ma alla Red Bull non bastava. Comunque, al di là di tutto, il motore Renault del prossimo anno non dovrebbe essere un'opzione da scartare del tutto, visto che ha ancora 12 gettoni di sviluppo da utilizzare.

Vedremo cosa succederà, e se la Ferrari si avvicinerà ulteriormente alla Mercedes nelle ultime gare; certo è che se Vettel fosse più vicino ad Hamilton, il campione del mondo attuale non sarebbe così contento di duellare ruota a ruota con Seb come ha auspicato in Russia, soprattutto nel 2016, quando si ripartirà tutti da zero.

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di Valerio Verdone | 12 ottobre 2015

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