Mercato auto: nel 2013 in calo del 7,09%

Continua la crisi del mercato auto in Italia, che nonostante un dato positivo a dicembre chiude il 2013 con un calo del 7,09%.

Sono stati diffusi dal Ministero dei Trasporti i dati relativi al mercato dell'auto del mese di dicembre 2013, periodo in cui sono stati immatricolati 88.705 veicoli, facendo registrare un aumento dell'1,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

E se l'ultimo mese del 2013 ha fatto segnare una leggera ripresa, rimane negativo il bilancio relativo ai dodici mesi appena trascorsi. Le cifre rese note da Federauto sottolineano infatti che in tutto il 2013 sono state immatricolate 1.303.534 automobili, con un calo del 7,09% rispetto a quante ne sono state vendute nel 2012.

Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, ha spiegato: "Nel 2012 pensavamo di aver toccato il fondo, invece il 2013 è riuscito a fare peggio. Senza scomodare l’anno 2007, rispetto al quale abbiamo perso circa il 50% del mercato, possiamo confrontare il 2013 con il non lontano 2011, che si era fermato a 1.748.143 unità. Rispetto al 2011 mancano quindi all’appello 444.609 unità. Oppure, per vederla in un altro modo, abbiamo perso oltre 7 miliardi di fatturato".

Nonostante una tiepida ripresa a livello mondiale, il mercato dell'auto in Italia vive ancora una crisi che sembra senza fine, portando gli addetti ai lavori a puntare il dito contro lo Stato, colpevole, a loro giudizio, di proseguire in una distruttiva politica di aumenti delle tasse sul settore.

È ancora Pavan Bernacchi a sottolineare come lo Stato: "Con la sua politica miope ha perso oltre 2 miliardi di entrate dal nostro settore. Se invece ci confrontiamo con la media degli ultimi 5 anni sono state perse circa 660.000 immatricolazioni su cui lo Stato ha perso 3 miliardi e 300 milioni di gettito. E il Governo cosa fa? Aumenta le tasse in un circolo vizioso dove nuove tasse portano a comprimere ulteriormente i consumi. O, ancora peggio, sta alla finestra senza varare un piano organico. Con questa ricetta, applicata non solo agli autoveicoli ma all’intera economia, si è distrutto e si sta distruggendo il tessuto produttivo ed economico del nostro Paese".

Da Federauto si punta a collaborare con l'Esecutivo al fine di valutare delle azioni che possano portare alla riduzione delle tasse per chi acquista o usa un'automobile, ma si lavora anche per chiedere ai costruttori di evitare dei tagli ai costi della distribuzione che penalizzano i rivenditori, mettendo ancora più in crisi un comparto già in forte difficoltà economica.

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di Giuseppe Cutrone | 03 gennaio 2014

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