L'Unrae chiede incentivi e l'abolizione del superbollo

Incentivi per tutte le auto, anche quelle benzina e diesel, e abolizione del superbollo: sono queste le richieste di Unrae per far fonte alla crisi.

Abolire il superbollo ed erogare nuovi incentivi: è questa la "ricetta" che secondo l'Unrae potrebbe risollevare il mercato dell'auto in Italia da una crisi molto pesante, tanto che anche i dati relativi alle vendite di autoveicoli nel mese di febbraio hanno fatto registrare l'ennesimo calo.

L'unione che raggruppa i costruttori presenti in Italia ha indetto una conferenza stampa straordinaria per parlare delle difficoltà del mercato auto, occasione che è stata sfruttata per avanzare alcune proposte verso le istituzioni con l'obiettivo di invertire una tendenza ormai in atto da troppo tempo.

Secondo il direttore generale dell'Unrae, Romano Valente, sono necessari almeno quattro punti da attuare per andare incontro alle esigenze delle famiglie e dei giovani, oltre che delle piccole e medie imprese, dando a questi soggetti la possibilità di accedere all'acquisto di vetture nuove tramite lo stanziamento di incentivi.

Valente ha spiegato che la sua associazione propone un piano articolato in tre anni e incentrato sulla neutralità tecnologica, evitando cioè che eventuali contributi per l'acquisto di un'auto nuova siano associati solo a determinate vetture discriminandone altre, come accadrebbe se dovessero passare le opzioni al vaglio de Governo che prevedono l'erogazione dei fondi per le auto elettriche, ibride, a metano e GPL, senza far accedere alle agevolazioni i modelli a benzina e diesel.

L'Unrae propone di rinnovare il parco circolante promuovendo il rimpiazzo delle vetture con più di 10 anni di età con modelli moderni, quindi più sicuri, efficienti e più puliti per quanto riguarda le emissioni di CO2.

A tal proposito Valente ha affermato che gli incentivi potrebbero essere dati proprio basandosi sui livelli di emissioni dichiarati per ogni veicolo secondo uno schema che per il direttore di Unrae dovrebbe consistere in: "800 euro fra 120 e 96 g/km di CO2; 1.200 euro fra 95 e 51 g/km di CO2; 5.000 euro sotto ai 50 g/km di CO2. La sostituzione è indispensabile per ottenere l'irrinunciabile abbattimento delle emissioni e il rinnovamento in un mercato maturo".

Non mancano le accuse verso il superbollo, il quale, secondo l'Unrae, andrebbe abolito in quanto penalizza fortemente l'acquisto di auto di una certa fascia, portando a un ulteriore calo delle vendite e a una conseguente diminuzione degli introiti che lo Stato incassa dalle immatricolazioni, andando così a vanificare l'obiettivo alla base della sua introduzione, che prevedeva invece un aumento delle entrate per far fronte al disavanzo delle entrate pubbliche.

 

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di Giuseppe Cutrone | 02 marzo 2012

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