Mercato 2011... tra conferme e sorprese

I risultati di mercato nella prima metà del 2011 fotografano una situazione in evoluzione in cui si consolida l'incidenza dei mercati emergenti.

BMW Serie 5 2010, prime immagini

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Il 2011 ha mostrato il ruolo di traino dei mercati emergenti, Cina e Russia in testa, che ha rivoluzionato l'ottica commerciale e i risultati finanziari di tutti i principali costruttori.

Vuol dire che i produttori che con lungimiranza e forza di penetrazione dei brand avevano seminato sui mercati emergenti, non solo hanno conseguito risultati positivi che hanno largamente compensato i risicati incrementi dei mercati europeo e americano, ma che hanno gettato le basi anche di una solidità futura, spostando il loro asse su mercati che hanno ancora arre di sviluppo potenziale immense. Questo lo sfondo, ora vediamo i risultati.

Promossi 

I vincitori, attesi, sono Bmw, Volkswagen, PSA (Peugeot-Citroen) e....Ferrari. Sì perché per quanto riguarda Fiat/Chrysler ad esempio, i risultati positivi della semestrale, sono dovuti per l'auto esclusivamente al mercato brasiliano ed alla performance della rossa che ha conseguito risultati (vendite +11,8% e ricavi + 19,8%) che la riportano vicina al record del 2001, con il secondo miglior risultato della sua storia.

Ferrari è tra l'altro l'unico brand, insieme a Maserati, la cui presenza sui mercati emergenti, nei quali Fiat/Chrysler ha una presenza marginale, è in pieno sviluppo e il mercato cinese per la prima volta è diventato il secondo mercato mondiale della casa di Maranello.

Bmw, con Mini e Rolls-Royce, sale del 19,7% nel mondo con incrementi a due cifre sui mercati emergenti (anche per il produttore bavarese la Cina è diventata il secondo mercato mondiale).

Si difende Peugeot, che grazie anche all'affermazione della linea DS da premium brand di Citroen, compensa la perdita registrata in Europa Occidentale (- 5,3%) con le performance in Russia (+ 65%) e in Cina (+ 10%), per un risultato complessivo di leggero incremento (+ 0,2%) e quasi 1.900.000 veicoli venduti.

Bene anche il gruppo Volkswagen, che per la prima volta ha superato i 4 milioni di veicoli venduti nel semestre, anche in questo caso con il fondamentale contributo dei risultati di vendita dell'Europa centrale e orientale (+42,2%) e della Russia (+ 103%).

Buone performance anche per le americane, Ford, General Motors e Chrysler, con la ripartenza, sia pure incerta, del mercato interno.

Rimandati

Tra i rimandati Toyota, il primo produttore mondiale, che è impegnata nel faticoso recupero dai disastri subiti dallo scandalo "richiami e difettosità" del 2010 che ha demolito la fama della qualità totale del brand e le conseguenze del terremoto giapponese che ha paralizzato temporaneamente la produzione. Toyota/Lexus sta crescendo sul mercato americano e su quelli asiatici e conta nonostante tutto di conservare la leadership. 

Anche Mercedes ha conseguito risultati meno brillanti delle attese, così come Renault/Nissan che si consola con gli incrementi sul mercato europeo del marchio giapponese

Bocciati

Possibile, anzi atteso nel restante corso del 2011, qualche clamoroso colpo di scena sul piano delle alleanze, fusioni, integrazioni. Sembra ad esempio completamente naufragata l'alleanza VW/Suzuki, tra le dichiarazioni di fuoco dei due protagonisti. Appare sempre più problematico il futuro di Saab, invischiata nell'improbabile avventura Spyker.

Resta l'incertezza sul futuro del marchio Seat che ha registrato qualche modesto progresso ma resta la cenerentola del gruppo Volkswagen. Si torna a parlare di una vendita di Opel che non ha risolto il nodo delle sue perdite.

Devono ancora dimostrare di marciare con i propri piedi la Volvo cinese e le Land Rover/Jaguar by Tata, reduce dal clamoroso flop della Nano. Tra poche settimana la vetrina di Francoforte darà molte risposte.

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di Fabrizio Brunetti | 29 luglio 2011

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