Mobilità green: in India dal 2030 solo auto elettriche

Ambizioso maxi–programma di sviluppo della mobilità sostenibile che segue i progetti già varati in Germania, Norvegia e Olanda. Tutti i dettagli.

Mobilità green: in India dal 2030 solo auto elettriche

di Francesco Giorgi

04 maggio 2017

Ambizioso maxi–programma di sviluppo della mobilità sostenibile che segue i progetti già varati in Germania, Norvegia e Olanda. Tutti i dettagli.

Anche l’India verso un futuro green. Come già avviato, in tempi recenti, da Norvegia e Olanda (il clamoroso progetto di mettere al bando la vendita di autovetture “tradizionali” a benzina e [glossario:gasolio] dal 2025), e dalla Germania che ha varato il maxi – programma che prevede un milione di auto elettriche in circolazione al 2020. Un progetto simile si sta delineando nell’immenso Paese asiatico: il Web ha “captato” una clamorosa novità: la futura rivoluzione eco friendly che interesserà l’intero territorio indiano.

Più in dettaglio, il programma delineato dal Governo di New Delhi si preannuncia ambizioso: prevede che, dal 2030, in India si vendano esclusivamente auto elettriche. Poche parole per un programma di importanza epocale: tuttavia, come detto, non è il primo ad affacciarsi sul panorama dei nuovi assetti ecosostenibili; è, però, il primo in un Paese asiatico (sempre che la Cina, attualmente big player sui volumi di vendita di veicoli a zero emissioni, non decida nel frattempo di dare il via a un analogo progetto).

Già delineate le linee – guida del progetto di mobilità ecosostenibile al 2030 per l’India: la diffusione dei veicoli elettrici sarà accompagnata da un importante stanziamento di fondi (che sarebbero già stati reperiti) mentre, da parte dei privati, verrà incentivata attraverso una inedita quanto intelligente forma di “auto – finanziamento”. In buona sostanza, l’automobilista indiano che decida di passare all’auto elettrica tout court (un modello su tutti: la citycar zero emissioni Mahindra e2o costruita “in casa”) potrà accaparrarsi la vettura senza alcun anticipo, ripagandola nel tempo attraverso le somme di denaro che l’utilizzo dell’energia elettrica consentirà di risparmiare rispetto all’impiego di un’auto di pari segmento ma dotata di motore termico.

Un progetto coraggioso, che tuttavia presuppone tariffe energetiche costanti nel tempo (per non parlare di un concreto sviluppo delle infrastrutture di ricarica per le batterie); il Governo indiano sembra però credere all’innovativo progetto di progressiva elettrificazione della mobilità privata, tanto che lo stesso ministro delle Finanze indiano tiene a sottolineare come “Il costo delle auto elettriche ripagherà da solo gli automobilisti”.

Va tenuto conto, riprendendo un ideale confronto con i progetti di sviluppo dell’auto elettrica già previsti in altri Paesi, che il vasto territorio indiano presenta realtà spesso differenti fra loro: lo dimostra il fatto che, ad oggi, la rete elettrica risulta assente in molti paesi e villaggi indiani. Il Governo di New Delhi sottolinea che entro un paio di anni anche gli oltre 4.000 centri abitati tuttora non serviti dalla luce elettrica saranno cablati. Successivamente, i consumatori potranno fare affidamento sulle innovative modalità di acquisto delle auto elettriche (è in ogni caso probabile che una “spinta” iniziale arriverà dalle principali città: in un secondo tempo, e sull’eventuale scorta dei livelli di vendita, il programma di sviluppo dell’auto elettrica in India si estenderà gradualmente a tutto il Paese).

Frattanto, è notizia di queste ore l’annuncio di una joint venture, avviata da Suzuki con Toshiba e Denso, relativa allo sviluppo di un sito di produzione, in India, di batterie al litio per l’equipaggiamento ad autoveicoli, motocicli e motori fuoribordo. Il progetto, che rientra nel maxi – programma “Make in India” deciso dal Governo indiano per lo sviluppo di un’economia di impresa responsabile all’interno del territorio nazionale, si basa su un investimento da 20 miliardi di yen (corrispondenti a circa 170 milioni di euro); la nuova società nata dalla joint venture fra Suzuki, Denso e Toshiba avrà un capitale sociale di 2 miliardi di yen (17 milioni di euro): le quote capitale di Suzuki ammonteranno al 50%, il restante 40% sarà di Toshiba e il 10% residuo spetterà a Denso.