Biocarburanti: a ruba l’olio usato dai ristoranti

Negli Usa l’aumento del prezzo della benzina e la crescente voglia di biocarburanti ha fatto aumentare i furti di olio usato nei ristoranti.

Biocarburanti: a ruba l'olio usato dai ristoranti

di Andrea Barbieri Carones

09 gennaio 2012

Negli Usa l’aumento del prezzo della benzina e la crescente voglia di biocarburanti ha fatto aumentare i furti di olio usato nei ristoranti.

Il recente aumento del prezzo della benzina ha portato a una crescita della fabbricazione di biocarburanti fatti utilizzando l’olio delle friggitrici dei ristoranti. Con la conseguenza che ora va a ruba, nel vero senso della parola visto che il suo prezzo è quadruplicato nel giro di pochi mesi.

Non potendo più essere usato per friggere – a meno di cucinare prodotti quasi immangiabili – l’olio andrebbe smaltito come rifiuto organico o venduto a chi fabbrica carburanti biologici.

Ma i ladri hanno iniziato a fiutare il business e si sono letteralmente scatenati in tutti gli Usa entrando nottetempo nei ristoranti non per assaggiare i dolci del pasticcere o i primi piatti dello chef, ma per impadronirsi del prezioso liquido con l’intento rivenderlo ai produttori di carburanti biologici destinati al mercato automobilistico o a quello aeronautico, dove si stanno sperimentando nuovi sistemi.

Intanto, con il 2012 la legislazione italiana sui biocarburanti ha stabilito un incremento degli obblighi minimi di miscelazione del biofuel con benzina e gasolio per autotrazione: tale percentuale è passata dal 4% del 2011 al 4,5% del 2012 con la conseguenza che si avrà un aumento del consumo di bioetanolo e biodiesel, che quest’anno toccherà quota 1,6 milioni di tonnellate.

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