Mini UK taglia 850 dipendenti

La crisi colpisce anche uno dei brand più in salute: tagli nello stabilimento inglese di Cowley

Mini UK taglia 850 dipendenti

di Redazione

20 febbraio 2009

La crisi colpisce anche uno dei brand più in salute: tagli nello stabilimento inglese di Cowley

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E’ una notizia che normalmente farebbe scalpore, ma nel particolare periodo economico in cui ci troviamo sembra attualità di tutti i giorni. La sede britannica di Mini (che si trova a Cowley, vicino ad Oxford, uno degli stabilimenti più produttivi di BMW, con 4.700 dipendenti e un regime di 800 vetture al giorno) ha tagliato 850 posti di lavoro e ridotto la produzione per far fronte ad una domanda sempre più debole. Si tratta di un altro segnale di allarme che dimostra come la crisi stia colpendo anche i marchi più forti.

Questi tagli sono solo il secondo evento di una serie di provvedimenti che Mini dovrà intraprendere per sostenere il peso di questo periodo nero. Il primo passo è stato quello di sospendere la produzione fino al 2 marzo, oltre il quale non verrà riavviata a pieno regime, in quanto gli operai lavoreranno solo durante la settimana e non con turni anche nei weekend come accadeva fino a qualche tempo fa.

Alcuni dei dipendenti licenziati che sono stati intervistati da Detroit Free Press hanno affermato che loro non avevano mai accettato l’acquisizione da parte di BMW (avvenuta nel 1994) ed ora ne hanno compreso il motivo. Molti hanno il dente avvelenato per essere stati buttati fuori senza preavviso, nonostante anni di lavoro senza mai assenze, ritardi o richiami.

Dalla sua BMW ribatte dicendo che loro stessi non avrebbero mai voluto prendere decisioni così drastiche, ma la crisi economica si sta abbattendo con più forza di quel che si aspettavano e non hanno trovato altre soluzioni. D’altronde i numeri parlano chiaro: il marchio Mini, nonostante un buon 2008 nel quale le vendite sono aumentate del 5%, ha perso circa il 35% nelle consegne del mese di gennaio 2009 rispetto all’anno precedente.

Osservando il fenomeno da un punto di vista globale si nota con facilità che BMW non è l’unica azienda in Inghilterra colpita dalla crisi. Solo pochi giorni prima Nissan si era vista costretta a tagliare 1.200 posti lavorativi nel suo stabilimento di Sunderland, mentre Honda ha bloccato la produzione a Swindon per quattro mesi.

Ma l’indignazione delle associazioni dei lavoratori inglesi è tale da chiudere gli occhi davanti alle reali motivazioni alla base di certe decisioni. Ad esempio molti si chiedono perché non siano stato toccati i dipendenti degli stabilimenti tedeschi di BMW. Per molti, la risposta sta nel fatto che in Germania sarebbe un’azione illegale, ma perfettamente lecita nel Regno Unito.

Il tutto viene aggravato dalla lentezza dei provvedimenti che il governo inglese ha annunciato da tempo. Un portavoce del premier Gordon Brown ha affermato che si sta ancora lavorando per mettere a punto un pacchetto di misure per contrastare la crisi, ma pare che il provvedimento risulti ancora incompleto.