Una giornata, quella di ieri, per riflettere

Cortei e fiaccolate in tutta Italia. Messaggi da Benedetto XVI e Giorgio Napolitano per ricordare e prestare più attenzione

Nel nostro Paese ogni giorno 14 persone muoiono sulla strada, 893 rimangono ferite e di queste almeno 20 riportano lesioni permanenti. In totale si stimano 300.000 feriti e oltre 20.000 disabili. Sull'asfalto insomma l'Italia non è certo un Bel Paese. Numeri pesanti che pongono sotto gli occhi di tutti la gravità di un fenomeno che ha ormai assunto dimensioni pericolose.

Per questa ragione ieri 15 novembre si è svolta la Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada che ha visto sfilare in diverse città cortei e fiaccolate, e organizzare percorsi specifici per sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema che riguarda tutti. In prima linea l'Associazione italiana familiari e vittime della strada che ha dato vita a questo evento per tenere alta la guardia sulla questione.

Per l'occasione gli ideatori hanno chiesto a Papa Benedetto XVI di pronunciare un messaggio di conforto per i familiari delle vittime durante l'omelia domenicale, mentre ai sindaci italiani è stato chiesto di illuminare un monumento della propria città e alla Federcalcio di diffondere negli stadi annunci volti alla prevenzione degli incidenti.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto la sua parte sottolineando come sia importante ''una riflessione attenta su un fenomeno drammatico che cagiona quotidianamente lutti e sofferenza. La sicurezza delle persone nella circolazione è da perseguire tenacemente, sviluppando - con il prezioso contributo delle Associazioni del settore - un sistematico confronto sui fattori di rischio e sulle esperienze maturate per il miglioramento dei livelli di sicurezza".

Napolitano ha inoltre poso l'accento sulla necessità da un lato di adeguare le infrastrutture e reti stradali, incrementando azioni di controllo e di repressione e dall'altro di sensibilizzare i cittadini sulla sicurezza stradale.

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di Lorenzo Stracquadanio | 16 novembre 2009

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