Uber: i programmi per il futuro della guida autonoma

Sta per partire a Pittsburgh il primo esperimento di taxi da App, con Volvo che metterà a disposizione una flotta di XC90 a guida autonoma.

Uber: i programmi per il futuro della guida autonoma

di Francesco Giorgi

24 agosto 2016

Sta per partire a Pittsburgh il primo esperimento di taxi da App, con Volvo che metterà a disposizione una flotta di XC90 a guida autonoma.

Il futuro della guida autonoma è… dietro l’angolo. Anzi: è più vicino che mai, se anche Uber, ovvero uno dei big player dei servizi di noleggio privato con autista, dimostra di volerne approfittare. Un primo esperimento si effettuerà, a breve, nelle strade di Pittsburgh (Pennsylvania), attraverso una collaborazione con Volvo che metterà a disposizione un primo lotto di Volvo XC90 a guida autonoma (e adeguatamente allestite con l’aggiunta di sensori e telecamere, rilevatori laser, GPS e radar), secondo un progetto da 300 milioni di dollari condiviso con il marchio svedese, che a sua volta debutterà nel 2021 con la propria “self – driving car”.

L’annuncio, che era da tempo nell’aria, è stato comunicato nelle scorse ore da Travis Kalanick, il quarantenne fondatore di Uber, durante un incontro con la stampa che si è tenuto a San Francisco, nel quartier generale della società. La conferenza stampa è servita a Kalanick per focalizzare, oltre al ruolo della guida autonoma in un futuro già a breve termine, anche a spiegare con qualche dettaglio in più le alleanze con le Case auto e le acquisizioni delle aziende che possiedono nei rispettivi taccuini delle priorità gli sbocchi commerciali della tecnologia di guida autonoma.

Per Uber – attualmente valutata ad una cifra che si attesta su 66 miliardi di dollari – si necessiterà giocoforza un’adeguata base finanziaria: i progetti annunciati da Travis Kalanick appaiono ambiziosi, e non vanno dimenticati i piani strategici in fase di definizione da parte di alcune delle principali Case automobilistiche. Un esempio, in questo senso, arriva da General Motors, che recentemente ha acquisito – 500 milioni di dollari – Lyft, ovvero il main competitor per Uber; ma anche Ford, che come Volvo indica il 2021 come l’anno del debutto del primo autoveicolo a guida autonoma (e che sarà destinato principalmente ai servizi di ride sharing).

Tornando alla collaborazione con Volvo, il servizio – pilota che sta per debuttare a Pittsburgh si articolerebbe, già alla fine di quest’anno, su una flotta di 100 Volvo XC90 “senza pilota”. O meglio: con un sistema di guida autonoma che governa l’autoveicolo, ma con due persone in carne e ossa pronte a prenderne i comandi in caso di emergenze improvvise o eventuuali malfunzionamenti: un conducente al posto di guida, e un “copilota” che avrebbe il compito di registrare quanto avverrà durante i quotidiani servizi di taxi a guida autonoma, in modo da costruire un archivio dei dati e realizzare una casistica.

L’alleanza Uber – Volvo non è l’unica novità sulla quale puntano i vertici della società californiana: lo scorso luglio, infatti, Uber aveva firmato un memorandum d’intesa per l’acquisizione di Otto, una start-up creata da un gruppo di ex dirigenti Apple, Google e Tesla per lo sviluppo di truck a guida autonoma. Il settore dei trasporti su strada “self – driving” interessa particolarmente Travis Kalanick (il comparto degli automezzi commerciali e le attività di tutte le aziende che lo compongono muovono svariati miliardi di dollari), tuttavia non si conoscono ancora i dettagli dell’operazione.

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