Il Consiglio di Stato boccia l'Area C di Milano

Il centro di Milano riapre alle auto: il Consiglio di Stato ha infatti bocciato l'Area C a pagamento. Da oggi spente le telecamere e accesso libero.

Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima l'Area C di Milano, quella parte del centro città per accedere al quale gli automobilisti (fino a ieri) dovevano pagare un pedaggio di 5 euro.

Il tribunale ha dunque ribaltato la sentenza del TAR della Lombardia che aveva respinto l'istanza dei proprietari di un parcheggio in pieno centro, i quali ritenevano che il provvedimento della giunta del sindaco Pisapia avesse fortemente danneggiato la loro attività imprenditoriale visto che sempre meno veicoli transitavano da quella zona.

Questa sentenza apre di fatto le porte dell'Area C alla libera circolazione veicolare, spegnendo contemporaneamente le telecamere poste agli ingressi, che registravano i movimenti dei mezzi e, attraverso la lettura delle targhe, portavano a sanzioni automatiche a chi non fosse in regola col pagamento.

Da oggi, quindi, libera circolazione per tutti fino a ottobre mese in cui il Consiglio di Stato ha rinviato la decisione in merito. La cosiddetta Congestion Charge nel centro di Milano - partita a metà gennaio - ha subito diviso i cittadini e le imprese tra favorevoli e contrari: i primi ritenevano che limitare l'accesso in centro ai mezzi privati migliorasse la qualità dell'aria, diminuisse il traffico e permettesse una maggiore vivibilità del centro storico compreso all'interno della cinquecentesca "cerchia dei Bastioni", mentre i secondi la ritenevano ingiusta perché avrebbe penalizzato le attività imprenditoriali in centro (negozi in primis), perché avrebbe spostato il traffico all'estero dell'Area C e perché non avrebbe cambiato di una virgola il problema inquinamento.

I commenti delle autorità - al governo e all'opposizione - ricalcano sostanzialmente queste due linee di pensiero dove la giunta sottolinea il fatto che da metà gennaio le auto in centro sono diminuite del 34% e che l'interesse di un singolo imprenditore non può pregiudicare l'interesse di una città; d'altro canto, i partiti di opposizione hanno approvato la decisione del Consiglio di Stato rimarcando il grave danno economico provocato al mondo produttivo milanese e chiedendo al sindaco di ripensare il ticket di ingresso.

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di Andrea Barbieri Carones | 26 luglio 2012

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