Milano: respinte le istanze contro l’Area C

Il provvedimento non si tocca: secondo il Tar il sacrificio chiesto ai cittadini per tutelare ambiente e salute è ragionevole.

Milano: respinte le istanze contro l’Area C

di Eleonora D'Uffizi

02 marzo 2012

Il provvedimento non si tocca: secondo il Tar il sacrificio chiesto ai cittadini per tutelare ambiente e salute è ragionevole.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia ha respinto quattro istanze di sospensiva del provvedimento Area C (approvato il 4 novembre 2011 dalla Giunta comunale per introdurre l’accesso a pagamento dei veicoli nella cerchia dei Bastioni). A presentarle erano state l’Assoconsum Onlus, la Scuola Paritaria e Primaria Associazione Nuova Educazione, diciotto autorimesse e alcuni privati residenti nella zona.

La sentenza ritiene che l’istituzione della Area C sia regolare, in quanto trovi aggancio nelle previsioni contenute nel Piano Generale del Traffico Urbano approvato il 7 luglio 2003, e «che, in un’ottica di bilanciamento degli interessi pubblici e privati sottesi alla vicenda in esame, siano prevalenti gli interessi pubblici volti alla tutela della salute e dell’ambiente nonché il perseguimento dell’obiettivo di riduzione del traffico veicolare in aree critiche cittadine; e che pertanto il sacrificio imposto agli interessi dei privati non sembra travalicare i limiti della ragionevolezza».

Soddisfatto dalla sentenza l’assessore comunale alla Mobilità Pierfrancesco Maran, per il quale «la respinta dei ricorsi da parte del Tar conferma il buon lavoro delle istituzioni e rappresenta uno stimolo ad andare avanti e a fare ancora di più. L’Area C», conclude Maran, «è un provvedimento nato nell’interesse dei cittadini e sta rendendo Milano più bella ed efficiente».

Canta vittoria per il rifiuto delle istanze anche il WWF, che insieme a Ciclobby, Fai, Italianostra, Genitori antismog e Legambiente aveva affiancato il Comune nella difesa del provvedimento: «Siamo molto soddisfatti per la sentenza che conferma come la tutela della salute e dell’ambiente prevalgano sugli interessi di pochi privati», ha dichiarato Paola Brambilla, presidente del WWF Lombardia.

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