Opel: a fine Maggio si saprà chi compra

Fritz Henderson rivela “alcune ipotesi al vaglio”. A Termini Imerese, operai in sciopero: temono che con l’accordo Fiat–Opel si possa chiudere

Opel: a fine Maggio si saprà chi compra

di Francesco Giorgi

11 maggio 2009

Fritz Henderson rivela “alcune ipotesi al vaglio”. A Termini Imerese, operai in sciopero: temono che con l’accordo Fiat–Opel si possa chiudere

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Entro fine Maggio si deciderà il destino della Opel. Lo ha dichiarato il numero uno della General Motors, Fritz Henderson, indicando quale sarà la data entro la quale si dovrà conoscere l’identità del compratore del Marchio di Russelsheim.

“Al momento stiamo vagliando diverse offerte – ha dichiarato Henderson durante una conferenza stampa che si è tenuta, oggi pomeriggio, al quartier generale di Detroit della General Motors – L’obiettivo che ci siamo prefissati è di arrivare a un accordo con un offerente prima della fine di questo mese”.

Questo vuol dire, a conferma di ciò che è stato evidenziato nei giorni scorsi, che l’accordo con la Fiat proposto la scorsa settimana dall’Amministratore Delegato del Lingotto Sergio Marchionne per la creazione di una nuova società da quotare in Borsa tra la stessa Fiat, la Opel e la Chrysler è tutt’altro che definita.

L’aspetto che bisogna tenere in maggiore considerazione, indica Henderson, è la posizione del Governo tedesco. I suoi rappresentanti (Ministro dell’Economia e Ministro degli Esteri) si erano dichiarati possibilisti riguardo all’accordo con la Fiat; tuttavia, non va dimenticato che, sebbene il Governo si sia dichiarato “estraneo” ad una eventuale vendita del marchio Opel, sul futuro della Casa di Russelsheim pesa la richiesta di un prestito di garanzia per 2,6 miliardi di euro al Governo di Berlino per il finanziamento di una nuova azienda.

“Per la scelta del nuovo partner, dovremo avere la sicurezza che possa essere di gradimento al Governo tedesco”, ha puntualizzato Fritz Henderson. In questa vicenda, il proposto avvicinamento del Lingotto si trova in una fase di stallo, perché Torino deve “fare i conti” con l’ipotesi, avanzata dal Gruppo austro-canadese Magna International, per una entrata al 20 per cento nelle quote capitale della Opel.

Nessun accordo Fiat-Suzuki

Priva di fondamento, rimarca Marchionne, anche la “voce” secondo la quale la Fiat sarebbe stata interessata a un accordo con la Suzuki. In un quotidiano nazionale, sabato mattina si era parlato di un “viaggio” dell’Amministratore Delegato della Fiat Group Automobiles in Giappone. “Non è assolutamente vero, sono cavolate”, è stata la risposta di Sergio Marchionne, liquidando così in due parole un possibile agreement con il Costruttore giapponese.

E non è che Torino in questi giorni viva una situazione di assoluta tranquillità. A seguito della proposta di accordo con la Opel, e a poche ore dal rientro dalla cassa integrazione, gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese oggi hanno iniziato uno sciopero di un’ora e mezza per turno. L’agitazione è iniziata alle 9,45 di questa mattina. I lavoratori temono che, se la Fiat acquisirà la Opel, per lo stabilimento della provincia di Palermo si avvicini lo spettro della chiusura.

La Saab ci starebbe

Ad agitare ulteriormente il già “mosso” panorama che si muove attorno alla vicenda Fiat-Opel, c’è la Saab, il più piccolo dei Marchi che fanno capo alla GM.

Oggi, un portavoce della Casa svedese ha fatto sapere, in un annuncio comunicato dalla Reuters, che la vendita del Marchio, per ottenere le garanzie governative sui nuovi prestiti da parte della Banca Europea di Investimento e, per questo, evitare la chiusura, dovrebbe avvenire entro l’inizio dell’estate: “I possibili acquirenti sono rimasti in pochi – è quanto dichiarato dai portavoce della Saab – E quelli rimasti rappresentano le realtà che si stanno dimostrando molto interessate alla nostra Compagnia”.

Fra questi “possibili acquirenti”, potrebbe anche esserci la Fiat, come aveva già dichiarato lo stesso Marchionne nei giorni scorsi: “Siamo disponibili a questa ipotesi – aveva evidenziato l’Amministratore Delegato di Fiat Group Automobiles solo pochi giorni fa – E però, il Marchio svedese è troppo piccolo per competere nel mercato automobilistico globale. Una soluzione accettabile potrebbe essere di unire il marchio Saab con un’altra azienda. Negli USA la Saab ha una buona rete di vendita, sarebbe un peccato lasciarsela sfuggire”.

Marchionne: “Nessuno come noi”

Bocce ferme, dunque, fino a un nuovo sviluppo in merito all’affaire principale, ovvero l’acquisizione del marchio Opel ad opera della Fiat o della Magna International. Sarà quello l’ago della bilancia di tutta la vicenda, sulla quale il numero uno del Lingotto sta puntando chiaramente: “La nostra proposta è creare una base di coerenza industrale che nessun altro è capace di dare su motori, piattaforme, condivisione di prodotti. Questo noi lo facciamo di mestiere, gli altri vogliono cominciare a farlo”, ha dichiarato Marchionne, intervenuto sabato scorso alla Festa della Polizia a Torino.