Saab: debiti sospesi al 75% per evitare la bancarotta

Il Tribunale di Vanersborg sospende il pagamento del 75% dei debiti. La Casa svedese “corteggiata” da diversi nuovi soggetti

Saab: debiti sospesi al 75% per evitare la bancarotta

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di Francesco Giorgi

06 aprile 2009

Il Tribunale di Vanersborg sospende il pagamento del 75% dei debiti. La Casa svedese “corteggiata” da diversi nuovi soggetti

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Boccata d’ossigeno per la Saab, che questa mattina ha ricevuto una ottima notizia. Il Tribunale di Vanersborg, nel sud ovest della Svezia, ha accordato all’azienda (che nel 2008 ha accusato una perdita pari a circa 280 milioni di euro, e che nel 2009 si appresta a chiudere l’esercizio con un “rosso” equivalente) una riduzione del 75% dei suoi debiti, non avendo riscontrato, durante una inchiesta condotta nelle ultime settimane, alcuna opposizione da parte dei maggiori creditori della Saab.

Con questa mossa, la Corte della città svedese permetterà alla Saab, una volta completato il suo iter di cessione da parte della General Motors, di essere acquistata da nuovi soggetti. E, a proposito di questo, la seconda buona notizia per il Marchio riguarda l’avanzamento di proposte di acquisto, arrivato da diversi possibili nuovi acquirenti, alcuni dei quali svedesi. Ma andiamo con ordine.

Saab aveva chiesto protezione dai suoi creditori, lo scorso Febbraio, per proseguire le attività in modo da guadagnare tempo in vista di una nuova proprietà, dopo che la General Motors aveva annunciato che ne avrebbe decretato la cessione a partire dal 1 gennaio 2010.

In questa fase di ricostruzione, un momento cruciale per l’interessamento dimostrato al Marchio da parte di alcuni soggetti, la Saab ha ottenuto l’abbattimento del 75 per cento dei suoi debiti non prioritari, come dichiarato dall’amministratore nominato dai Tribunali, Guy Lofalk. Per questi debiti, ci si aspettava un accordo entro Luglio; con ogni probabilità, i creditori sarebbero stati soddisfatti a partire dall’anno prossimo.

Per questo, si pensa che i creditori daranno la loro approvazione a questo piano perché, a fronte di una temuta bancarotta, la sospensione di una larga fetta dei suoi debiti permetterà alla Saab di riprendere la propria attività in attesa che si trovi un nuovo compratore.

Insomma: si tratta di un atto di fiducia; confermato, si legge nel rapporto stilato dall’amministratore del Tribunale, dall’aspettativa che per la Saab il fatturato torni ad un segno positivo già nel 2011, assieme ad un livello di produzione, da qui a due anni, di 150 mila veicoli (quantità necessaria per compensare in prima battuta le previsioni per il 2009- 2010, che indicano 93 mila veicoli di produzione all’anno).

Per arrivare a questo risultato e lanciare nuovi prodotti, la Casa svedese avrebbe bisogno di un’iniezione monetaria di 750 milioni di euro; 450 milioni sarebbero erogati dalla European Investment Bank; i restanti 300 verrebbero garantiti dalla General Motors, attraverso l’eliminazione di alcuni debiti e con un incremento delle attività produttive.

Viene da pensare che, nella decisione dei Giudici svedesi, abbia avuto una certa rilevanza il piano di salvataggio del comparto automobilistico annunciato da Barack Obama la scorsa settimana. E’ chiaro che, se GM e Chrysler hanno ottenuto un tempo limite di 60 giorni per presentare dei concreti piani per il proprio salvataggio, sarà necessario essere un minimo elastici nei confronti dei deboli partner europei.

Intanto, la Saab ha annunciato che una ventina di soggetti sarebbero interessati ad acquistarne il marchio. Alcuni di questi sono cinesi. Altri (e questo è un aspetto da non sottovalutare) sarebbero svedesi.