Saab: stop definitivo al marchio svedese

Il consorzio NEVS non è riuscito ad acquisire i diritti sul brand: nel 2017 la produzione di auto elettriche inizierà con un nuovo marchio.

Il consorzio NEVS non è riuscito ad acquisire i diritti sul brand: nel 2017 la produzione di auto elettriche inizierà con un nuovo marchio.

Saab, addio per sempre: nelle scorse ore, alla storia automobilistica del marchio di Trollhattan e delle sue anticonformiste vetture prodotte dal 1949 è stata messa ufficialmente la parola “fine”: la futura strategia industriale si avvierà sotto un nuovo brand. NEVS (National Electric Vehicle Sweden), il gruppo cino – svedese che nel 2012 aveva rilevato le attività automotive di Saab e nei mesi scorsi aveva mostrato l’intenzione di allestire un nuovo impianto da destinare alla realizzazione di veicoli elettrici in partnership con alcune aziende locali, non è riuscito a mantenere i diritti sul marchio.

E per l’azienda di Trollhattan si conclude una lunga storia fatta di prodotti fabbricati all’insegna della personalità e di uno stile chiaramente derivato dalle attività aeronautiche, che dalla fine della Seconda Guerra mondiale hanno costituito – insieme alla successiva produzione di automezzi pesanti avviata nel 1969 in seguito alla fusione del Gruppo Saab con Scania-Vabis – il main business dell’azienda svedese.

In realtà, negli ultimi anni le vicende legate a un eventuale futuro per Saab avevano costruito una realtà a tinte fosche. Passata nel 1990 sotto il controllo di General Motors, venne ceduta nel 2010 alla olandese Spyker, per essere infine inglobata (2012) nel consorzio NEVS.

Quest’ultimo era stato creato per salvare il salvabile da ciò che rimaneva di una Saab in grave difficoltà dopo essere stata “lasciata per strada” dalla General Motors in piena crisi. La produzione di autoveicoli proseguì per alcuni mesi (tra la fine del 2013 e la prima metà del 2014), tuttavia – anche in seguito alle perplessità della capogruppo, la società aerospaziale Saab, riguardo al riutilizzo del marchio per attività automotive – venne deciso di gettare la spugna.

L’ultimo capitolo (in ordine di tempo) della annosa vicenda sulle sorti di Saab risale all’inizio dell’estate 2015, con il “via” dato da NEVS a un progetto che riguardava la realizzazione di uno stabilimento in Cina (per la precisione a Tianjin, nella regione nord – orientale del Paese) che sarebbe stato rivolto alla produzione di veicoli elettrici. La notizia suscitò un certo clamore, per alcune settimane: sembrava che Saab potesse tornare sul mercato, e con una lineup di auto a zero emissioni.

In realtà (ed ecco la notizia che in queste ore riporta in un certo senso il nome della factory di Trollhattan alle cronache internazionali), in seguito alla impossibilità di ottenere dai legittimi titolari l’utilizzo del marchio come conseguenza dello stop definitivo di due anni fa, le prime auto elettriche che saranno prodotte a partire dal 2017 saranno NEVS. Il primo modello sarà basato sulla piattaforma di Saab 9-3.

L’obiettivo dichiarato di NEVS è rivolto a una nuova massiccia presenza in Cina (Paese che utlimamente sembra rivolgersi in maniera positiva al settore dell’auto elettrica), quale base per una futura espansione su mercati internazionali. Una nota ripresa da CarScoops riporta, a questo proposito, una eloquente dichiarazione di intenti da parte di Mattias Bergman, presidente di NEVS: “Abbiamo il massimo rispetto per la storia e il patrimonio industriale: adesso intendiamo essere riconosciuti dagli automotive player e dai mercati per ciò che siamo, una società che fornisce nuove soluzioni per la mobilità sostenibile e impegnata in un programma di crescita mirata all’attenzione verso l’ambiente”.

 

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