Divieto di sosta: come prova basta la foto

Un parere del ministero dei Trasporti sottolinea come la polizia municipale possa fotografare le auto in divieto di sosta come prova dell’infrazione.

Divieto di sosta: come prova basta la foto

di Andrea Barbieri Carones

13 ottobre 2011

Un parere del ministero dei Trasporti sottolinea come la polizia municipale possa fotografare le auto in divieto di sosta come prova dell’infrazione.

Il ministero dei Trasporti ha reso noto che il suo parere ufficiale numero 4719 toglie ogni dubbio relativo ai rilievi fotografici delle polizie municipali italiane. In particolare, le forze dell’ordine posso prendere immagini di veicoli in sosta vietata utilizzano qualsiasi strumento a loro disposizione, senza per questo avere l’obbligo di avvertire l’intestatario del mezzo, che si troverà pertanto la contravvenzione a casa propria con l’immagine dell’infrazione “in flagrante”.

La pronuncia del dicastero risolve una annosa questione risalente addirittura al 1981, quando la legge numero 689 dava “facoltà agli organi accertatori di procedere a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica”.

In altre parole, i vigili possono utilizzare qualunque strumento (anche non omologato, come videocamere o macchine fotografiche) per provare l’infrazione, soprattutto in casi di sosta selvaggia di molte auto. Il parere del ministero sottolinea ancora una volta che non c’è alcun obbligo di lasciare copia della multa sotto i tergicristalli dell’auto incriminata.