Bosch: la tecnologia che viene dall’Artico

La ricerca di nuove tecnologie per la sicurezza non si ferma mai nel centro prove che Bosch a pochi km dal Circolo Polare Artico.

Bosch: la tecnologia che viene dall'Artico

di Stefano Fossati

27 febbraio 2012

La ricerca di nuove tecnologie per la sicurezza non si ferma mai nel centro prove che Bosch a pochi km dal Circolo Polare Artico.

Da più di trent’anni Bosch è attiva nel campo della ricerca di nuovi sistemi elettronici per migliorare la sicurezza, attiva e passiva, degli automobilisti e forte dei numerosi successi ottenuti continua la sua ricerca ponendosi un obiettivo importante: ridurre entro il 2020 il numero di morti e feriti sulle strade. Lo stesso obiettivo che si pone l’ Organizzazione delle Nazioni Unite.

Cuore di questo progetto è il centro prove Bosch di Arjeplog, piccolo comune della contea di Norrbotten in Svezia, a circa 80 km dal Circolo Polare Artico, dove centinaia tra ingegneri e collaudatori delle varie case costruttrici si alternano per testare tutti quei sistemi di sicurezza che poi verranno montati sulle vetture di serie.

Il centro prove Bosch è stato realizzato nel 2003 su una superficie di 4.2 Km quadrati ed è formato da 19 tracciati di test differenti; è presente perfino una pista riscaldata, dove vengono riprodotte tutte le varie condizioni di guida possibili in situazioni di bassa aderenza. La realizzazione di questa struttura ha richiesto un investimento di circa 20 milioni di euro.

Proprio per mostrare le tipologie di test e le potenzialità degli ultimi ritrovati in fatto di sistemi di sicurezza Bosch ha organizzato una due giorni di prove invitando i giornalisti da tutto il mondo in modo che “toccassero con mano” i progressi fatti dal lontano 1978, quando esordì il primo impianto ABS.

Testacoda e sbandate, che si sono presentate ogni volta che qualcuno frenava con un po’ di decisione su ghiaccio o, peggio ancora, con 2 ruote su asfalto pulito e 2 sulla neve, sono state prontamente annullate dall’ABS di ultima generazione e dall’intervento del sistema di controllo della stabilità ESP. Se invece il tester di turno si avvicinava troppo all’auto che lo precedeva, ecco che l’Adaptive Cruise Control (ACC) interveniva riducendo la velocità per poi ripristinarla una volta che l’ostacolo si fosse spostato.

Se invece il rischio di collisione diventa imminente, ecco che il Predictive Collision Warning avverte il conducente tramite una spia visiva e predispone l’impianto frenante avvicinando le pastiglie ai dischi. Qualora l’impatto diventasse inevitabile, interviene allora l’Automatic Emergency Bracking che inizia a frenare anticipando i tempi di reazione del conducente.

Qualcuno potrebbe obiettare che con tutta questa tecnologia si rischia di rilassarsi troppo quando si è alla guida, con il rischio così di addormentarsi. Niente paura: il Driver Drowsines Detection vigila sui colpi di sonno pronto a risvegliarci prima che il sogno, magari di guidare una supercar, si trasformi nell’incubo di un’incidente.