Bernie Ecclestone al Times: il “fuhrer” era meglio!

Clamorosa intervista di Bernie Ecclestone al Times: “meglio i regimi totalitari della democrazia, funzionano meglio”

Bernie Ecclestone al Times: il "fuhrer" era meglio!

di Leopoldo Canetoli

04 luglio 2009

Clamorosa intervista di Bernie Ecclestone al Times: “meglio i regimi totalitari della democrazia, funzionano meglio”

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Mentre infuria la polemica tra i team Fota e il braccio destro di Max Mosley, Alan Donnelly, che sembra essere interessato più alle sponsorizzazioni che agli steward (dei quali è responsabile), arriva l’ennesima provocazione di Bernie Ecclestone che al Times rivela che forse le cose le sapeva fare meglio il “fuhrer”…

Secondo il patron della Formula 1 i regimi totalitari spesso funzionano meglio delle democrazie. “Io preferisco i leader forti. In molti modi, suppongo sia terribile da dire, al di là di ciò che ha fatto, Hitler era in grado di comandare molta gente e di fare le cose“, ha spiegato in un’intervista al giornale inglese. Mentre la democrazia “non ha fatto poi così bene a molti paesi, compresa la Gran Bretagna“.

Poi paragona il presidente della Fia, Max Mosley, all’ex premier britannico Margaret Thatcher. Il numero uno della federazione internazionale, nel braccio di ferro con i team di Formula 1, è stato accusato di essere un “dittatore”. “Margaret Thatcher prendeva delle decisioni e le portava avanti. E’ stata l’unica a far progredire questo paese.Tutti questi ragazzi, Gordon (Brown) e Tony (Blair), cercano di accontentare tutti in ogni momento“. Mosley invece “ha fatto un super lavoro. E’ un ottimo leader. Non credo che il suo passato sia un problema“.

Ecclestone rincara la dose dalle pagine online del giornale inglese. “I politici si preoccupano troppo per le elezioni“, ha spiegato, “Abbiamo fatto una cosa terribile nel sostenere l’idea di liberarsi di Saddam Hussein. Era l’unico che poteva controllare il paese. Siamo andati in quel paese senza avere idea della cultura. Gli americani probabilmente pensano che la Bosnia sia un quartiere di Miami. Ci sono persone che muoiono di fame in Africa e noi rimaniamo seduti senza fare nulla, ma siamo coinvolti in cose che dovremmo lasciar stare“.

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