USA: Honda e General Motors firmano accordo di sviluppo dell’elettrificazione

Il big di Detroit e il Gruppo giapponese hanno firmato, insieme ad alcune major dell’energia ed altre Case costruttrici, un agreement rivolto ad un processo di sviluppo intelligente delle infrastrutture.

USA: Honda e General Motors firmano accordo di sviluppo dell’elettrificazione

di Francesco Giorgi

21 giugno 2018

“L’unione fa la forza”. Ciò vale in misura maggiore quanto ampia è la diffusione, e costante è lo sviluppo, delle tecnologie di elettrificazione automotive, sempre più centrali fra le strategie industriali e di produzione delle “major”. Del resto, che il futuro sia a basse (se non del tutto assenti) emissioni, è un “tormentone” da tempo sui taccuini delle priorità delle principali Case produttrici, le quali a loro volta amplificano le rispettive risorse coinvolgendo le aziende dell’indotto. Con il trascorrere degli anni, e con l’avanzare delle esigenze dei mercati, è via via chiaro come gli argomenti a favore di sistemi di alimentazione maggiormente sostenibili rispetto ai tradizionali combustibili di origine fossile abbiano dato vita a nuove questioni tecniche. Fra le principali, ci sono un rafforzamento dei “network” per la ricarica delle batterie e le relative infrastrutture, che per una diffusione “a tutto campo” dell’auto elettrica o ibrida plug-in vanno installate in forma sempre più capillare.

Gli esempi, in questo senso, non mancano: alcune delle Case costruttrici di primo piano hanno, nel tempo, sottoscritto accordi di partnership con le più importanti utility per l’energia nazionali. Un mega progetto rivolto ad un ampliamento degli “hub” di ricarica, tenuto conto delle esigenze di sviluppo non soltanto delle auto elettriche, ma anche dei mezzi di trasporto commerciali (truck & bus) nonché di una “intelligente” rete logistica ed intermodale, e che preveda un concreto supporto da parte delle amministrazioni federali e locali, è stato sottoscritto, in questi giorni, da due dei più importanti Gruppi automotive globali, insieme alla partecipazione di un ampio numero di società per l’energia.

Si tratta del “Transportation Electrification Accord”, ed è finalizzato al raggiungimento di un obiettivo comune. Al programma, illustrato in queste ore nel portale Web InsideEvs.com, aderiscono General Motors e Honda, BYD, Proterra e Zero Motorcycles e, relativamente alle utility, c’è la firma di PG & E, Commonwealth Edison e National Grid (soltanto per citarne alcuni); del “pool” di realtà che hanno siglato l’agreement fanno inoltre parte alcuni gruppi ambientalisti ed organizzazioni di studio, fra cui Plug In America, Sierra Club e la Union of Concerned Scientists.

I programmi, elencati online sul sito theevaccord.com, non si limitano ad un mero enunciato dei progetti di possibile esecuzione per lo sviluppo “intelligente” delle reti di ricarica per veicoli elettrici: si invitano altre aziende ed associazioni a partecipare all’agreement (che, viene ricordato, non è aperto ai singoli cittadini).

È proprio il “boost” delle infrastrutture di ricarica l’argomento sul quale il pool di aziende ed organizzazioni firmatarie dell’accordo pone l’accento. Oltre all’ovvia necessità di provvedere all’installazione di nuove stazioni di ricarica, in ogni caso, si auspica lo sviluppo di un programma di supporto specifico e ben delineato, e la creazione di nuovi standard per accelerarne le azioni operative. Fra le “voci” che compongono il taccuino delle priorità sottoscritto dalle aziende che aderiscono al “Transportation Electrification Accord”, in primo piano c’è il messaggio che un sistema di trasporto elettrico omogeneo su un intero territorio sia in grado di offrire gli stessi vantaggi di utilizzo a tutti i consumatori (a beneficio, dunque, anche delle categorie sociali economicamente più svantaggiate), favorisce lo sviluppo dell’economia, contribuisce alla creazione di nuovi posti di lavoro, fornisce servizi di rete, integra più tipi di energie rinnovabili ed aiuta alla riduzione dei gas serra e dell’inquinamento atmosferico.

Il trasporto a zero emissioni, del resto, dovrebbe interessare non soltanto le autovetture ad uso privato, ma anche autoveicoli di maggiori dimensioni e rivolti ad ulteriori tipologie di trasporto (autocarri, automezzi pesanti, bus) e a più categorie di impiego, come ad esempio porti ed aeroporti, nonché su un completo ventaglio di strade (assi viari statali così come superstrade ed autostrade), ovviamente tenendo conto delle esigenze urbane ed inter-city.

Un sostegno allo sviluppo del trasporto elettrico deve, indica l’accordo di programma, trovare accoglimento da parte degli organismi statali e locali, attraverso l’interessamento di governatori, legislatori, Commissioni di Stato e federali, agenzie di trasporto, Dipartimenti per l’energia e amministratori pubblici. Ciò, in quanto se si opera attraverso regolamentazioni ad hoc, è nell’interesse pubblico consentire alle imprese di proprietà degli investitori e di proprietà pubblica la partecipazione e la facilitazione verso l’installazione di “hub” per la ricarica di veicoli elettrici così come di infrastrutture di supporto per applicazioni residenziali e commerciali nei loro territori di servizio.

Dal canto loro, le Case costruttrici di veicoli elettrici vengono invitate allo studio di strumenti ottimizzati per la ricarica, in modo da favorire la ricerca, omogeneizzare l’integrazione delle risorse di energia rinnovabili e giungere ad una massimizzazione di valore della rete. Ad esempio: con l’impiego di una combinazione di tariffe basate su tempo, tecnologie di ricarica intelligente ed attenti studi sui costi che tengano conto delle pratiche di gestione delle ricariche, della domanda e dello sviluppo di strumenti in continuo progresso, i sistemi di “pieno” delle batterie verrebbero significativamente gestiti nell’interesse di tutti gli utenti. I quali, di conseguenza, trarrebbero concreti benefici da un layout di architettura “intelligente” quanto ad efficienza e diffusione. Il ruolo delle utility, infine, sarebbe rivolto ad un via via maggiore coinvolgimento operativo dei propri regolatori, dei consumatori e di tutte le parti interessate allo sviluppo di modelli tariffari, programmi di crescita delle infrastrutture ed iniziative di formazione e divulgazione a vantaggio di tutti i clienti.