“Scatole rosa” proteggono le donne in auto

A Brescia le donne hanno a disposizione delle “scatole rosa” che, in caso di aggressione, consentono di individuare la posizione dell’auto

"Scatole rosa" proteggono le donne in auto

di Andrea Barbieri Carones

17 novembre 2010

A Brescia le donne hanno a disposizione delle “scatole rosa” che, in caso di aggressione, consentono di individuare la posizione dell’auto

Nera per gli aerei, rosa per le auto delle donne. Simili le funzioni, diversi gli scopi: a Brescia un gruppo di 200 donne potranno installare sulla propria autovettura una cosiddetta “scatola rosa“, uno strumento che le proteggerà quando andranno in auto da sole.

Il comune della città lombarda ha infatti sottoscritto un accordo con la Fondazione Ania (la fondazione delle imprese assicuratrici operanti in Italia) che permette la fornitura gratuita di 200 dispositivi satellitari che in ogni istante segnalano la posizione dell’auto e permettono di inviare, in qualsiasi momento, una richiesta di aiuto a una centrale operativa collegata con le forze dell’ordine, che potrebbero così intervenire rapidamente in caso di incidente, malore, rapina o aggressione.

Il meccanismo è semplice: una centralina elettronica posta nell’auto viene localizzata da un satellite che, grazie anche a un modem Gsm e a un ricevitore Gps possono mantenere una memoria sugli spostamenti effettuati del veicolo e sapere in ogni istante dove si trovi.[!BANNER]

La misura è destinata principalmente a quelle donne che sono costrette a muoversi in auto la sera, come medici e infermiere. Saranno infatti le direzioni degli stessi ospedali a distribuirli fra le proprie dipendenti.

“Il progetto – spiega l’assessore comunale (donna) che lo ha voluto, è sperimentale a vuole rappresentare un deterrente verso i malintenzionati”.