Come vivere nel deserto su un fuoristrada

Un uomo di 61 anni vive dal 1992 su un fuoristrada fermo nel deserto d’Arabia. Motivo: il mezzo è in panne e non sa come ripararlo

Come vivere nel deserto su un fuoristrada

di Andrea Barbieri Carones

12 maggio 2010

Un uomo di 61 anni vive dal 1992 su un fuoristrada fermo nel deserto d’Arabia. Motivo: il mezzo è in panne e non sa come ripararlo

L’Unione Sovietica si era ufficialmente sciolta, il trattato di Maastricht veniva firmato dai 12 Paesi europei dell’allora Cee e l’arresto di Mario Chiesa, a Milano, dava il via all’operazione “Mani pulite”.

Correva l’anno 1992 quando l’allora 43enne Saad al-Qahtani stava attraversando il deserto con un fuoristrada sulla direttrice Mecca-Jeddah. Nel mezzo della traversata il veicolo ha un’avaria e si blocca. Un luogo inospitale come il deserto dell’Arabia non è quello migliore dove rimanere bloccati soprattutto quando non si possiede un telefono cellulare, quando si è soli al mondo, quando non si capisce nulla di motori e quando si è poco più che nullatenenti.

Infatti, Saad al-Qahtani decide di trasformare il suo fuoristrada nella sua nuova casa e inizia a passare le sue giornate in questo luogo remoto, chiedendo viveri e acqua alle carovane o alle auto che passano. In questo modo ha vissuto gli ultimi 18 anni. Oggi il 61enne signore arabo è ormai quasi un’attrazione per chi passa su questa direttrice che tutto sommato è abbastanza trafficata per essere in pieno deserto.

“E’ bello vivere in mezzo al nulla, lontano dalla folla” è stato il primo commento di Saad a un giornalista che l’ha intervistato. Nel frattempo, dalle ceneri dell’Urss è nata la Russia, il trattato di Maastricht è stato ratificato anche da altri Paesi e “Mani pulite” è solo un ricordo.