GPL? Troppo lontano. E il Comune paga

Troppo lontano l’unico distributore GPL convenzionato col comune di Roma. Così le auto vanno solo a benzina, con aggravio di costi

GPL? Troppo lontano. E il Comune paga

di Andrea Barbieri Carones

10 February 2010

Troppo lontano l’unico distributore GPL convenzionato col comune di Roma. Così le auto vanno solo a benzina, con aggravio di costi

Paradossi dell’Italia e paradossi della sua capitale: il comune di Roma dispone di 300 auto di servizio con alimentazione sia a Gpl sia a benzina (la metà del totale). Un acquisto intelligente, sicuramente, che potrebbe dare un piccolo contributo all’abbattimento del’inquinamento. Se tutti facessero così, si dirà, la qualità dell’aria migliorerebbe.

Nossignore: se tutti facessero così, le auto andrebbero ugualmente a benzina e non col “gas propano liquido” perché i distributori non sono abbastanza e poi tutti dislocati inevitabilmente in periferia. Per i dipendenti del comune di Roma, infatti, non è certo comodo andare a fare rifornimento all’unica pompa disponibile che si trova sull’autostrada per l’aeroporto di Fiumicino, a 15 chilometri di distanza dall’ufficio del sindaco. In verità la cosa è ancora più complessa: esisterebbero altri distributori di Gpl più vicini di quello, ma non sono della compagnia con la quale il comune ha sottoscritto una convenzione che impone alle auto del Campidoglio di rifornirsi lì.[!BANNER]

Questa questione grottesca ha un duplice risvolto: il primo è quello ambientale e il secondo è quello economico. Nel lungo periodo, infatti, fare il pieno di gpl avrebbe portato a un notevole risparmio per le casse comunali, visto che il prezzo al litro è meno dela metà rispetto alla benzina. C’è poi una terza beffa: l’acquisto o il noleggio di auto a doppia alimentazione sono più care proprio perché bifuel.