Per le vacanze in Italia, ecco sette strade da non perdere

Sette itinerari da affrontare (con prudenza!) al volante, e che ricalcano altrettante competizioni del passato e del presente.

Mare, monti, campagna... A ciascuno la propria vacanza. Tuttavia, è proprio "obbligatorio", per i giorni di stacco dalle attività quotidiane, lasciare riposare la propria amata autovettura? L'orografia dell'Italia permette a tutti gli appassionati di abbinare il riposo vacanziero con la possibilità di divertirsi al volante affrontando alcuni dei tratti stradali più caratteristici del nostro Paese: percorsi che sanno di storia "a 4 ruote" come pochi, strade regionali o provinciali che, oltre ad essere caratteristiche dal punto di vista del panorama, sono anche state utilizzate (alcune ancora adesso) per cronoscalate e rally. Va da se che il nostro è un semplice elenco: chi decida di esplorare questi tratti, è tenuto a mantenere un'andatura turistica e rispettosa degli altri utenti e del territorio.

Panoramica Zegna

Sì, l'atelier di haute couture slegato alla più prestigiosa produzione di auto italiana (suoi sono gli esclusivi tessuti prodotti per MaseratiLancia) c'entra, eccome: la Panoramica Zegna, che permette di addentrarsi alla scoperta delle Prealpi Biellesi, venne voluta da Ermenegildo Zegna, che - particolarmente attento alle tematiche ambientali e di paesaggio del proprio territorio - si occupò di piantare migliaia di alberi e costruire una strada che in 14 km collega Trivero e la stazione turistica di Bielmonte, a 1.500 m slm. La Panoramica Zegna (che gli appassionati di motorsport conoscono per essere stata una delle prove speciali del Rally della Lana) regala al turista un breve viaggio nella Valle dei Rododentri, fra sentieri tenuti in perfette condizioni e numerose specie di piante e fiori. La partenza avviene da Biella, per seguire la SP200 attraverso Sumaglia e Valle Mosso; arrivati a Triviero, si imbocca la Panoramica Zegna, che porta a Bielmonte. Il ritorno verso Biella consente una visita al celebre Santuario di Oropa.

L'Anello del Lario

No, niente di "mitologico". Anzi: sì, solo che in questo caso la mitologia non riguarda antichi eroi e semidèi, ma più moderni miti su due ruote: i motociclisti che fra gli anni 20 e gli anni 30 si cimentarono sul tormentatissimo e pericoloso percorso che si snoda lungo le rive del Lago di Como: il Circuito del Lario, che regala scorci e panorami mozzafiato e si spinge nell'entroterra verso gli splendidi paesaggi di Monte San Primo. I più romantici apprezzaranno una visita al medioevale borgo di Bellagio; gli "avventurosi" non vedranno l'ora di imboccare la tortuosa SS583 verso il bivio per Nesso e il successivo tratto di 16 km che propone una lunghissima serie di curve e tornanti. Zelbio, Colma e, in successione, Asso (nomen omen) trasformeranno la tranquilla "4 ruote" in un rombante bolide pronto a ricordare le gesta di Nuvolari, Varzi, Ascari, Tenni e Ghersi. Sono le strade del Circuito del Lario, dagli appassionati di storia motociclistica definito "Tourist Trophy italiano", che conduce a Onno e, rientrando, porta al Passo del Ghisallo e rientra a Bellagio.

Salita di Creto (Genova)

Non è necessario spingersi "chissà dove" per incontrare una delle strade più caratteristiche dell'immediato entroterra ligure. Ci riferiamo alla Salita di Creto, 8,5 km "al pesto" che iniziano a Genova e si concludono nel territorio comunale di Montoggio. Gli appassionati del nord ovest (e non soltanto loro...) la conoscono bene, essendo stata per lunghi anni cronoscalata valevole per il Campionato italiano velocità Montagna motociclistica, slalom automobilistico e, oggi, meta di rievocazioni e raduni amatoriali a due e quattro ruote. Dalla frazione Doria del quartiere di Molassana, la strada si inerpica immediatamente verso la Valle Scrivia; una prima parte abbastanza "guidata", al termine della quale spicca la millenaria Abbazia di San Siro di Struppa, fa da prologo a un tormentatissimo tratto in ripida salita caratterizzato da un susseguirsi di stretti tornanti che non concedono alcun riposo alle braccia del conducente. Nei giorni festivi, il flusso dei gitanti e degli appassionati (a motore e a pedali) è particolarmente elevato.

Strada costiera Triestina

Chiamata comunemente "Costiera" tout court, rappresenta una delle vie di accesso principali a Trieste. La strada collega Miramare a Sistiana: 11 km classificati "Strada Regionale 14 della Venezia Giulia" che partono, dal livello del mare, in corrispondenza del bivio di Miramare e, al termine di una leggera salita, terminano agli 80 m slm di Sistiana. La "Strada costiera triestina", particolarmente panoramica, offre al turista le rocce del Carso a monte e il panorama sul Golfo di Trieste a valle: a questo proposito, alcune piazzole - belvedere a picco sul mare permettono di effettuare piacevoli soste per ammirare la visuale sul Golfo in tutta sicurezza. Particolare curioso: una di queste piazzole (subito prima della Galleria Naturale, a sinistra, in uscita da Trieste), presenta una roccia con incisi alcuni versi di "Avevo", poesia di Umberto Saba.

Da Parma al Poggio di Berceto

... Ovvero, sulle orme di quella che, nell'ottobre del 1919, fu la gara di debutto dell'allora ventunenne Enzo Ferrari, che affrontò l'impegno al volante di una Cmn, la casa milanese che diede al futuro "Drake" il primo lavoro. L'itinerario è quello della Parma - Poggio di Berceto: 60 km dal capoluogo alla località della Val Taro anticamente centro di sosta lungo la Via Francigena prima del Passo della Cisa. L'itinerario della Parma - Poggio di Berceto (notevole non soltanto dal punto di vista della storia del motorsport, ma anche di primo piano fra gli enthusiast di specialità gastronomiche) ha inizio in corrispondenza del casello autostradale Parma Ovest, e attraversa nell'ordine Collecchio, Fornovo Taro, Terenzo e Cassio.

L'Abetone: la montagna pistoiese

Due dei più grandi nomi nella specialità della velocità in salita a livello internazionale erano di qui: Mauro Nesti e Fabio Danti; due generazioni di grandi driver che hanno scritto pagine indelebili nelle cronoscalate. E proprio nei dintorni di San Marcello Pistoiese si snoda una delle strade appenniniche di maggiore importanza: quella che da Pistoia, fra vasti boschi di conifere, giunge all'Abetone. L'itinerario è piuttosto lungo (circa 51 km), tuttavia rappresenta uno dei percorsi più interessanti. La strada, che parte dal capoluogo all'altezza di Capostrada, devia sulla SR66 verso Le Piastre e San Marcello Pistoiese. L'itinerario propone una visita al ponte sospeso di Mammiano Basso (fra san Marcelloe  Piteglio), l'attraversamento della Riserva Naturale Piano degli Ontani, la Riserva Naturale di Campolino e, dopo la Consuma, giunge all'Abetone (a proposito: il nome deriva alla presenza di un gigantesco abete, che nel Settecento venne abbattuto per completare la Via Modenese, importante arteria di collegamento fra la Toscana settentrionale e la Pianura padana).

Monte Sant'Angelo: nel cuore del Gargano

Sono circa 17 i chilometri che separano Manfredonia da Monte Sant'Angelo: un itinerario che ricalca il tracciato di una celebre cronoscalata. Prima della partenza, si può dedicare una visita all'Oasi Lago Salso (sito certificato "Zona di Protezione Speciale" dalla legislazione europea, grazie alla propria importanza naturalistica): si estende su 500 ettari di natura selvaggia e incontaminata. Superata l'Oasi si incontra Manfredonia, antichissima cittadina che si affaccia sull'omonimo Golfo. E parte da qui la guidata salita verso i 796 m slm di Monte Sant'Angelo, località celebre per il Santuario di San Michele Arcangelo, dal 2011 Patrimonio mondiale dell'Umanità Unesco, e per il Castello Sant'Angelo.

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di Francesco Giorgi | 02 agosto 2016

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