ATNMBL, la concept–lounge che…va da sola

Creata da due architetti californiani, è una vettura–salotto che non necessita di guida: ci pensa l'elettronica. La vedremo nel 2040?

Un tempo c'erano i "Futuribili", ambientazioni di come, a cavallo fra gli anni '60 e i '70, il regista Mario Bava si immaginava la civiltà di quello che allora appariva "il futuro". Nei filmati di Carosello che pubblicizzavano una nota marca di carburante, si utilizzava questo pretesto per indicare le qualità tecnologiche di una benzina, vista attraverso gli occhi dei "pronipoti": arredamenti hi-tech (per l'epoca), ambientazioni "spaziali"...

Con la Concept ATNMBL, abbreviativo di Autonomobile, che coniuga "Autonomia" con "Automobile", gli architetti Maaike Evers e Mike Simonian, dello studio Mike and Maaike di San Francisco, hanno creato un concetto (secondo le loro stesse parole) di "Vettura del 2040".

Esternamente, la ATNMBL si presenta come un solido compatto, monolitico, dotato di un maxi - parabrezza che occupa l'intera parte anteriore del veicolo, racchiuso in una "scocca" a tutto - vetro che ricorda in maniera chiara un salotto.

Ed è proprio questo il concetto espresso dall'ATNMBL: l'importanza del Lounge anche in movimento, un guscio - chioccia che accompagna i passeggeri - più che il conducente - negli spostamenti. Un'appendice di casa, che di questa offre le situazioni del vivere quotidiano: la conversazione, lo studio, il lavoro, comprese nello spazio per sette persone studiato in quello che, in termini automobilistici, si può chiamare "abitacolo".

Ma che tale, in realtà, non è: i sedili sono poltroncine disposte a semicerchio attorno a un tavolino (c'è anche un divanetto), attorno al quale viene riproposta l'ambientazione di un salotto. Ci si chiederà: se tutti conversano, studiano, leggono, lavorano o - più semplice - si fanno gli affari propri, "chi guida"?

Già, perché ad osservare questo concept, ci si dimentica quasi che - volenti o nolenti - si tratta di un veicolo (definirlo "autovettura" è un poco azzardato). E però, "sotto" ci sono le ruote, e sono quattro. E sono disposte in maniera ortodossa, se si considera un paragone con le automobili. Dunque, due "davanti" e due "dietro".

Perciò: chi guida? La risposta può raggelare, ma è la verità: nessuno. Il gruppo propulsore, formato da quattro motori elettrici (uno per ciascuna ruota, perciò la trazione è... integrale) alimentati da una serie di batterie al litio sistemate nella parte bassa della "vettura" e ricaricabili mediante dei pannelli solari che trovano posto sul tetto del veicolo, viene comandato da un sistema elettronico di controllo della guida e della velocità.

Non c'è volante, manca la pedaliera, il sedile del conducente...è assente. A "portare a destinazione" i passeggeri, ci pensa un sistema automatico di guida, che comprende il navigatore satellitare GPS, il Lidar (apparecchio di telerilevamento che permette di determinare la distanza di un ostacolo attraverso degli impulsi laser), un radar e apparecchiature di accelerazione elettronica.

Secondo i progettisti di questo concept, è "sufficiente" programmare il tragitto da compiere, perché l'ATNMBL si avvii e porti di passeggeri a destinazione. Come si diceva, siamo di fronte a uno studio di come potrebbe essere un veicolo - tipo nel 2040. Impensabile, quindi, almeno per il momento, una sua eventuale realizzazione. Peccato.

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di Francesco Giorgi | 17 luglio 2009

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