Da capo: BAIC si dichiara interessata a Saab

Si è aperto uno spiraglio che potrebbe scongiurare il fallimento del marchio svedese: la cinese BAIC è disposta a riprendere le trattative

Da capo: BAIC si dichiara interessata a Saab

di Francesco Giorgi

27 novembre 2009

Si è aperto uno spiraglio che potrebbe scongiurare il fallimento del marchio svedese: la cinese BAIC è disposta a riprendere le trattative

Potrebbe tornare ad essere “cinese” il futuro della Saab. Il condizionale è d’obbligo, perché è ancora troppo recente la notizia dell’abbandono della Koenigsegg sulle future sorti del marchio di Trollhattan. Però, all’indomani dell’abbandono delle trattative da parte della Casa svedese specializzata nella realizzazione di vetture sportive ad alte prestazioni, si rifà vivo un interesse da parte della BAIC.

I dirigenti del Gruppo Beijing Automotive Industry Corporation, si sono definiti ieri “possibilisti” sulla ripresa di un negoziato per l’acquisto della Saab. La notizia conferma l’interesse da parte della BAIC di ampliare il proprio raggio d’azione su scala internazionale, un obbiettivo che la Beijing Automotive non ha mai nascosto, tanto da avere formulato – nelle scorse settimane – la volontà di produrre per il mercato interno la Saab 9-5, che la Casa svedese nel Luglio scorso ha tolto di produzione.

Lo stato di salute della BAIC è florido: il Gruppo cinese, che già in passato si era avvicinato alla General Motors (proprietaria del marchio Saab) prospettandone la possibilità di un’acquisizione, ha chiuso il primo semestre del 2009 con un utile netto di 370 milioni di dollari.[!BANNER]

Dal canto suo, GM ha fretta di liberarsi del fardello svedese, che – secondo quanto comunicato nei giorni scorsi – costa a Detroit 5 mila dollari per ogni auto costruita. Un salasso, per le ancora precarie condizioni finanziarie del Gruppo, che in questo periodo della sua storia ha bisogno di monetizzare il più possibile.

Resta, tuttavia, incerto il futuro per i dipendenti della Saab: allo stato attuale, a Trollhattan la parola che si sente pronunciare più spesso è “Fallimento”, una cosa che né i 4.100 dipendenti, né il Governo svedese (che ha sempre mostrato disappunto all’ipotesi di chiudere gli stabilimenti Saab) vogliono sentire.