Nuova Mini Cooper S: la prova su strada

La più sportiva di famiglia (per il momento) sviluppa ora 192 CV. Cambia tutto e si lascia affascinare dalla trasmissione automatica

Nuova Mini Cooper S: la prova su strada

Tutto su: MINI MINI

Mini Cooper S

Design

7.00

Comfort

6.00

Prestazioni

8.00

Consumi

7.00

Prezzo

5.00

VOTO Motori.it: 6.60

Pro

Piacere di guida, sterzo

Contro

Prezzo, Abitabilità

di Cesare Cappa

26 settembre 2014

La più sportiva di famiglia (per il momento) sviluppa ora 192 CV. Cambia tutto e si lascia affascinare dalla trasmissione automatica

Che gamma sarebbe senza la variante Cooper S. La nuova Mini mette subito le cose in chiaro e in attesa della più performante JCW, si diverte con la Cooper in formato S. Lasciato in soffitta il “vecchio” 1,6 litri sovralimentato, l’inglesina mette sul piatto un nuovo due litri turbo made in Bmw. Una ventata di novità che prosegue pure a livello di trasmissione. Perché le tedesche di Gran Bretagna si affidano all’esperienza di Aisin per l’automatico a sei rapporti. Nuova linfa Mini, che anche in questa versione conserva comunque le tipicità di una versione nata e pensata per esaltare il gusto della guida sportiva.

Nuova Mini Cooper S: sportiva riservata

Se non fosse per la lunghezza (3.850 mm), sarebbe tale e quale alle sue compagne di gamma. Giusto qualche millimetro per affermare la sua sportività assoluta. Tutto il resto si conforma a quello che nel breve diverrà consueto. Già, perché la Mini Cooper S così come gli altri modelli Mini 3 porte, sono parte della nuova generazione della compatta realizzata da Bmw. Una vettura che ha debuttato all’inizio di quest’anno, non stravolgendo i valori in campo della passata edizione. L’elemento circolare spicca all’interno delle forme di Mini. Elemento che distingue anche i led nella sezione frontale. La caratterizzazione Cooper S non muta i connotati di Mini, che preferisce la moderazione quando si tratta di sportività. Il doppio terminale di scarico nella zona posteriore si conferma anche in questa nuova versione. Mentre il “badge” Cooper S certifica la tecnologia disponibile in vettura.

Gli interni: hi-tech circolare

La questione vita di bordo si manifesta esattamente come qualunque Mini della serie. La Cooper S non ha beneficiato di alcun trattamento di favore. Può però vantare di serie i sedili sportivi. Una definizione sulla carta, perché all’atto pratico latitano in quanto a contenimento laterale. Torna l’elemento circolare in maniera dominante, quando tutte le informazioni “vitali” sono ora concentrate davanti al conducente. La posizione di guida è di quelle che si definiscono sportive: gambe ben distese e volante sportivo verticale. Peccato solo che quest’ultimo ecceda un po’ con i millimetri del diametro della corona. Faccenda personale. Lo spazio per chi siede davanti è qualificabile come più che sufficiente, a differenza invece di chi si deve accomodare dietro. Lo stesso dicasi per quello riservato ai bagagli e agli oggetti in genere. Ma pur sempre di Mini si tratta e quindi la critica pare quanto mai scontata. Ciò che piace è la sezione infotainment, che passa sotto il segno di Mini Connected. Semplice trasposizione del BMW Connected, da cui riprende l’interfaccia e il modus operandi. E se al primo approccio pare più intricato del previsto, basta solo avere un po’ di pazienza per impratichirsi all’uso della rotella di comando.

Nuova Mini Cooper S: due litri turbo

Vita nuova, tecnica differente. Perché se dalla [glossario:sovralimentazione] non si scappa, nulla vieta di utilizzare un nuovo motore. La Mini Cooper S è equipaggiata con un quattro cilindri da 2.000 cc. I valori in campo parlano rispettivamente di 192 CV di potenza a partire da 4.700 giri/min e di una coppia massima di 280 Nm a 1.250 giri/min. Dato quest’ultimo, che può elevarsi temporaneamente fino a 300 Nm (grazie alla funzione di overboost). Il piano della prestazione è testimoniato dai 6,8 secondi per passare da 0 a 100 km/h e dalla velocità massima di 235 km/h. Qualche segreto? I soliti. Quelli definiti dalla “filosofia” TwinPower Turbo. Quella che prevede, oltre all’iniezione diretta di carburante, anche il comando variabile degli alberi a camme sia lato aspirazione sia scarico (Doppio Vanos), nonché il dispositivo Valvetronic. La Mini Cooper S protagonista della nostra prova, aveva in dote anche un’altra novità tecnica. Era infatti equipaggiata con la nuova trasmissione automatica a sei rapporti realizzata dallo specialista Aisin.

Nuova Mini Cooper S: il test drive

Serve tempo. Perché il passaggio dalla precedente edizione a quella attuale potrebbe non risultare gratificante quanto ci si possa aspettare. Ammorbidita rispetto al passato, meno arrabbiata e incisiva. Ma sono giusto le prime impressioni, perché chilometro dopo chilometro si scopre una Mini efficacissima, che ha solo modificato il suo modo di trasmettere l’arcinoto go-kart feeling. L’architettura del sistema di sospensioni si rifà ad uno schema conosciuto: MacPherson all’asse anteriore e multilink a quello posteriore. Lo sterzo, servoassistito elettricamente, rimane fedele alla sua natura chirurgica, ma è meno diretto in confronto all’ultima edizione di Cooper S. Niente di realmente importante, perché ciò che conta è avere tra le mani una vera sportiva compatta, sempre attenta e sensibile al rilascio. Una condizione di marcia che permette di “giocare” realmente con il corpo vettura, scivolando tra una curva e l’altra. L’automatico a sei rapporti è una piacevole scoperta. Veloce nei passaggi di marcia, non fa rimpiangere il manuale.

Nuova Mini Cooper S: il prezzo

Si parte da 24.950 euro. Questo il prezzo della Mini Cooper S. Un’utopia quando si cede alle lusinghe della personalizzazione e del lungo listino d’accessori disponibile. Perché il resto del prezzo lo fanno loro e quindi non c’è da sbalordirsi se configurando la vettura secondo le specifiche del modello che abbiamo avuto in prova, siamo riusciti a superare con estrema facilità la soglia dei 32.000 euro.