Lotus Evora S: prova su strada e in pista

Con il compressore volumetrico la Lotus Evora S ha un carattere d’altri tempi e un sound strepitoso.

Lotus Evora S: prova su strada e in pista

Lotus Evora S 2+2

Design

8.50

Comfort

6.50

Prestazioni

9.50

Consumi

6.00

Prezzo

7.00

VOTO Motori.it: 7.50

Pro

Motore, guida sportiva, sterzo.

Contro

Visibilità posteriore, appoggio per il piede sinistro.

di Valerio Verdone

04 settembre 2012

Con il compressore volumetrico la Lotus Evora S ha un carattere d’altri tempi e un sound strepitoso.

La Lotus Evora guadagna una “S” nella sigla identificativa del modello e diventa più “cattiva”, più performante, più estrema. Merito di un propulsore “dopato” da un compressore volumetrico che ora è in grado di erogare ben 350 CV che la proietta nell’olimpo delle supercar.

Estetica: fascino da vendere

La Lotus Evora, grazie al motore centrale, può contare su un design affilato, con un frontale basso che scende verso terra e delle proporzioni che la fanno assomigliare più ad una vettura da corsa che ad un’auto stradale. Infatti, la ridotta altezza da terra, unita alla larghezza delle carreggiate, conferiscono alla sportiva inglese, un fascino scultoreo e una cattiveria stilistica che intriga. Nel frontale spicca il taglio dei gruppi ottici e delle prese d’aria, che hanno fatto scuola nella gamma di Hethel, la fiancata mette in evidenza i montanti anteriori verniciati in nero, i muscoli del passaruota posteriore e la presa d’aria vicino alla maniglia, mentre la coda è la parte più caratteristica con lo spoiler integrato che congiunge i gruppi ottici, il grande estrattore ed il doppio scarico centrale. Attira gli sguardi questa sportiva dal fascino d’altri tempi, e anche da ferma esprime un dinamismo invidiabile.

Interno: senza compromessi

Se l’esterno sembra quello di una macchina da corsa, l’interno non è da meno e per quanto alla Lotus abbiano cercato di renderlo più confortevole rispetto a quello di una Lotus Elise, il DNA di Hethel è sempre presente. Questo significa che bisogna scendere nella vettura e non salirci a bordo, certo l’operazione non è così complessa come quella da mettere in pratica per entrare nell’Elise, ma richiede comunque una certa agilità. Il consiglio è quello di tirare indietro il sedile in modo da liberare spazio prezioso per far passare le gambe. Una volta posizionati sul sedile sportivo, molto bello e rifinito con cura, bisogna trovare la giusta distanza con i comandi e i gioco è fatto. Certo, lo spazio dove poggiare il piede sinistro è limitato e costringe ad una posizione innaturale del piede, e la visibilità posteriore è la stessa di una buca per le lettere, ma tutto ciò ricorda le supercar di una volta, quelle senza filtro e quindi provoca un effetto amarcord che suscita emozioni. Inutile pensare di utilizzare i sedili posteriori per ospitare due adulti, meglio sfruttare lo spazio per caricare qualche bagaglio, visto che il piccolo pozzetto dietro il motore è davvero ridotto. Non ci sono comandi complicati o dispositivi complessi, nella Lotus è tutto semplice, lineare, per interferire il meno possibile nella guida.

Su strada: veloce e sicura

Girare per strada su una Lotus Evora S è un’esperienza unica, un po’ come indossare il mantello da supereroe e volare tra i grattacieli: le altre auto sembrano ferme, immobili, mentre lei riprende con fulminea precisione ad ogni azione del gas. E’ una supercar non c’è dubbio, ed anche se non ha un motore ad 8 o 12 cilindri, ha carattere da vendere e una progressione che toglie il fiato. Merito del compressore volumetrico Eaton a due lobi che tira fuori dal V6 di 3,5 litri ben 350 CV e 400 Nm di autentica cattiveria. Se già nella guida normale si ha l’impressione di avere un potenziale notevole dietro le spalle, spingendo il tasto Sport, si apre la seconda linea di scarico e un urlo lacerante inebria il pilota coinvolgendo anche i passanti che rimangono decisamente a bocca aperta. E’ l’effetto Lotus, che esplode letteralmente intorno ai 4.000/5.000 giri e arriva oltre i 7.000 giri. Tra le curve, la Evora S è sempre incollata a terra, i freni con dischi forati e ventilati sono a dir poco strepitosi e il telaio in alluminio è impeccabile. Semmai i limiti di una vettura così particolare emergono nel traffico, dove la frizione è pesante e la visibilità non aiuta nelle manovre, soprattutto nelle svolte strette dove non sempre si riesce a capire cosa succede intorno all’auto. Ma sono difetti con cui si convive volentieri e che vengono subito dimenticati non appena iniziano le curve si può giocare con uno sterzo dalla precisione millimetrica.

In pista: emozioni d’altri tempi

Quando abbiamo provato la Lotus Evora S, non abbiamo potuto resistere al richiamo della pista. La Lotus ha costruito nelle corse la sua storia e portare una vettura della Casa inglese in un circuito significa metterla a suo agio e consentirle di esprimersi al meglio. Per questo ci siamo recati all’Isam di Anagni, dove le curve in successione del tracciato sono il banco di prova ideale per questa Lotus. Nonostante il peso sia superiore a quello delle altre sportive di Hethel, la massa della Evora S è sempre contenuta in 1.437 kg, per cui i 350 CV del suo V6 da 3,5 litri fanno sempre una bella figura. Infatti, l’accelerazione è bruciante e bastano 4,8 secondi per toccare i 100 km/h, mentre volendo, si possono raggiungere i 277 km/h. Ma i numeri rimangono tali quando si va in pista, dove abbiamo potuto disattivare l’elettronica.

Infatti, l’aspetto che ci ha colpito maggiormente è l’equilibrio generale della Evora, anche in una delle curve più impegnative del circuito, una destra molto stretta che arriva dopo una esse e nella quale bisogna frenare con l’auto già in procinto di sterzare. Ebbene in questi frangenti la Evora S si è appoggiata sulle ruote esterne, e in accelerazione, anche aprendo il gas in anticipo, non si è scomposta più di tanto: certo, un accenno di sovrasterzo c’è stato, ma è bastato giocare con il gas per continuare a seguire la traiettoria ideale senza perdere secondi preziosi. Con l’avantreno che s’inserisce rapidamente, uno sterzo sincero come uno scolaretto modello, e dei freni che non sentono la fatica nemmeno dopo diverse tornate, la guida in pista regala momenti indimenticabili, momenti inequivocabilmente Lotus. L’unica nota stonata riguarda il cambio manuale a 6 marce, che richiede attenzione nell’utilizzo e una precisione certosina, pena qualche fastidioso impuntamento soprattutto in scalata prima dell’ingresso in curva. Ci vuole un po’ di tempo per capire come sfruttarlo al meglio, ma alla fine anche questo ci riporta indietro nel tempo, quando le sportive erano senza filtri, ed era il pilota a fare la differenza.

Per avere una Evora S 2+2, sono necessari quasi 80.000 euro, 79.250 euro per l’esattezza, una cifra che può crescere attingendo alla lista degli optional, una valore che è allineato a quello di altre sportive blasonate. Non si tratta certo di spiccioli, ma un assegno del genere permette di portarsi a casa un’auto che incarna i valori leggendari di una Casa automobilistica dal fascino unico che ha fondato tutto sulla sportività e sul piacere di guida, un nome che è diventato leggenda: Lotus!

No votes yet.
Please wait...