MotoGP 2018: Crutchlow vince in Argentina, male Marquez e Rossi

Cal Crutchlow vince in Argentina e si porta al comando della classifica piloti della MotoGP. Sul podio Zarco e Rins. Marquez penalizzato più volte finisce diciottesimo dopo aver buttato fuori Rossi.

MotoGP 2018: Crutchlow vince in Argentina, male Marquez e Rossi

di Tommaso Giacomelli

09 aprile 2018

Siamo solamente alla seconda gara dell’anno, ma la MotoGP è entrata già nel vivo. A Thermas de Rio Hondo succede di tutto, un GP rocambolesco quello svolto in Argentina, fin dalle sue fasi di partenza fino alla composizione finale del podio. Infatti, a vincere è stato Cal Crutchlow, su Honda, mentre al secondo e al terzo podio troviamo Johann Zarco e Alex Rins, rispettivamente in sella a Yamaha Tech3 e Suzuki. Si tratta di un podio veramente inedito, al quale poteva partecipare il poleman Jack Miller che invece si è dovuto accontentare della quarta piazza.

Ma a scaldare gli animi sono stati, non solo gli aspri duelli per la vittoria, ma anche e soprattutto quello che è avvenuto nelle fasi di partenza e successivamente per il comportamento in pista di Marc Marquez. I primi disagi li abbiamo avuti poco prima del via, quando cade una pioggia che in breve tempo bagna il tracciato argentino. Tutti i piloti montano le gomme da bagnato, tra l’uomo della pole, Jack Miller. A pochi istanti prima della partenza, smette di piovere e i piloti corrono al riparo per montare nuovamente gli pneumatici da asciutto quando la pit lane era ormai chiusa per cambiare le mescole. A questo punto sorge il primo problema, perché 23 piloti su 24 hanno effettuato questa procedura, tutti tranne Miller. Il regolamento avrebbe dovuto imporre che le moto sarebbero dovute scattare dalla pit lane, tranne Miller che sarebbe scattato dalla prima piazzola della griglia. La direzione gara decide di prendere tempo e ritardare la partenza.

Ecco una soluzione che scontenta tutti per non penalizzare Miller: non si può far partire le moto dalla pit lane, per motivi di sicurezze, e si opta quindi per dare a Miller una “griglia” di vantaggio, schierando tutti gli altri piloti, in base a quanto fatto nelle qualifiche, a partire dall’ultima fila. Una volta sistemate le moto con un nuovo schieramento, sale in cattedra Marc Marquez che compie subito due infrazioni. La sua moto si spegne, invade la griglia di partenza per farla ripartire e una volta riaccesa la sua Honda percorre la strada per tornare alla sua piazzola in contromano. Si spengono i semafori, e in breve tempo Marquez sale al comando, dettando un ritmo indiavolato, ma al sesto giro viene penalizzato con un drive through e si ritrova così 19esimo a 21”107 da Miller, leader della corsa.

Da questo momento in poi il campione del mondo in carica non ci vede più dalla rabbia e porta avanti una gara contro sé stesso e contro tutti. Il cronometro gli dà ragione, tanto che gira più veloci di tutti di almeno un secondo e mezzo. Però nella sua funambolica rimonta si scontra con gli avversari, il primo della lista è Aleix Espargaro. Al nono giro, alla curva 13, Marquez entra troppo deciso sul connazionale dell’Aprilia e lo spinge fuori. MM93 chiede scusa, ma la direzione gara lo penalizza con il cedimento di una posizione. Marquez deve di nuovo rallentare e si ritrova ancora a  20”176 dal leader. Da questo momento in poi Marquez è inarrestabile, supera tutti di slancio compreso Andrea Dovizioso, e si mette nella scia di Valentino Rossi, sesto in quel momento.

E’ il ventesimo giro quando succede il disastro sempre alla tredicesima curva, Marquez centra in pieno la Yamaha di Rossi, e il campione di Tavullia finisce per terra. Marquez chiede scusa, ma il danno è compiuto. Il numero 93 di Honda continua a correre e infila anche Vinales, giungendo così quinto al traguardo, ma di lì a poco subirà l’ennesima penalità della sua giornata. Trenta secondi che gli costano un diciottesimo posto conclusivo. Finita la gara Marquez prova a recarsi nel box di Rossi per chiedere scusa, ma verrà cacciato in malo modo.

Marquez toglie la scena ad un grande protagonista come Crutchlow che torna alla vittoria dopo un digiuno di due anni e si porta per la prima volta in testa al mondiale con un Dovizioso che con il sesto posto conclusivo si tiene la seconda posizione in classifica. Gli animi sono già surriscaldati, alla terza tappa del Motomondiale ne vedremo ancora delle belle.