Ferrari: il ritorno, la doppietta, il trionfo ma...

La F10 Evoluzione 2 offre una splendida prova di competitività con un'esaltante doppietta purtroppo nell'ordine sbagliato

Il lavoro di sviluppo sulla F10 aveva già prodotto dei grandi risultati che avrebbero consentito alla Ferrari ed ai suoi piloti di portare a casa ben altri risultati nei penultimi due GP - Europa a Valencia e Gran Bretagna a Silverstone - se una disastrosa "giustizia sportiva" non li avesse ingiustamente danneggiati.

In questo emozionante Gran Premio di Germania la Ferrari ha clamorosamente dimostrato, in prova e in gara, di aver raggiunto almeno lo stesso livello di competitività della già irraggiungibile Red Bull, di essere un passo superiore alla Mc Laren, e ha piazzato una sonora, meritata doppietta.

Tutto bene dunque: per il polo ferrarista avrebbe potuto essere una domenica esaltante da ricordare, e invece ho la stessa gioia irrefrenabile che è passata sul volto di pietra del piccolo grande Massa, scippato per le strategie di squadra di una vittoria strameritata. D'ora in poi, per il resto del campionato tiferò spudoratamente per Felipe, perché proprio non mi va giù un comportamento così platealmente platealmente antisportivo, che inquina la passione e l'etica dello sport.

Ci siamo troppe volte sdegnati per le furbate, assai poco sportive, che la Ferrari ha subito, per questo oggi sono così imbarazzato per il team italiano che stavolta sta dalla parte sbagliata. Certo "lo fanno tutti e bisogna essere realisti: la squadra deve puntare al risultato che più gli conviene nell'ottica campionato, "da sempre esistono prime e seconde guide e ordini, più o meno espliciti, di scuderia".

Vero, cinicamente vero, ma, si dà il caso proibito dal regolamento ed esatto contrario del principio etico fondamentale dello sport, nel quale è giusto che vinca il migliore, cioè uno straordinario Felipe Massa. Ho ascoltato, insieme a decine di milioni di spettatori in tutto il mondo, il messaggio a Felipe "Fernando è più veloce di te... mi confermi di aver ricevuto il messaggio?", che tutti, ma proprio tutti, abbiamo chiaramente inteso come un ordine a lasciar passare Alonso, con la disgustosa ipocrisia che dovrebbe servire a non incorrere nelle sanzioni previste dal regolamento.

Massa ha fatto la sola cosa che poteva per mantenere un briciolo di dignità, un silenzio assoluto, più esplicito di qualunque parola e molto più gradito al cuore degli sportivi di quel "It's ridicolous" che molti giri prima Alonso aveva lanciato in team radio riferendosi rabbiosamente a Massa, reo di non cedergli il passo.

Luca Colajanni era ancora più imbarazzato di me nell'assolutamente non convincente "Alonso era leggermente più veloce... è stato un normale sorpasso" che ha bofonchiato rosso in viso prima di dileguarsi velocemente. Stefano Domenicali ha allontanato in malo modo il telecronista RAI che aveva esordito con "bella vittoria, su cui pesa però l'ombra..."; "ma quale ombra" lo ha aggredito seccato prima di rivolgersi volutamente agli altri giornalisti.

Peccato così si brucia un simbolo, una bandiera dello spirito sportivo, che bene o male la Ferrari ha sempre rappresentato. E' un grave danno, è un dolore per gli sportivi veri. Presidente Montezemolo, ma siamo proprio sicuri di aver fatto la cosa giusta? Non la più furba, la più utile, solo quella giusta?

Per amore di cronaca ricorderei anche che Massa, fatto fuori nello scorso GP di Gran Bretagna da un Alonso che, nel tentativo di riparare ad una partenza disastrosa (non la prima), lo aveva toccato, costringendolo ad una sosta per sostituire lo pneumatico forato dallo spagnolo, aveva semmai del credito nei confronti di Alonso e del team. Sempre per la cronaca, di quell'erroraccio di Alonso che ha messo fuori gioco il compagno di squadra ad inizio gara, non si è proprio parlato, neppure nei media, con una strana omertà di sostegno del campione andaluso. Pensate se fosse accaduto il contrario quali anatemi sarebbero piovuti sul capo del povero Felipe. E non mi venite a dire che Alonso era più veloce; non lo era, o se lo era lo era talmente poco che non sarebbe mai passato se non per l'ordine di scuderia.

Rileggetevi pure le telemetrie, le bugie non fanno bene a nessuno. Alonso è un gran pilota, senz'altro più quotato di Massa per portare la Ferrari al primato, ma arrogante e sprezzante nei confronti di chiunque sia d'ostacolo alla sua smisurata ambizione, alla sua voglia di vincere ad ogni costo. Anche Hamilton è così certo, anche peggio, lo è stato Schumacher, anche Senna, tanti grandi campioni, ma la voglia di vincere deve trovare dei limiti quando cessa di rispettare il merito sportivo. E questo è appunto il caso, cinque punti in più per Alonso e in meno per Massa hanno spazzato via il merito sportivo. Ne valeva la pena? Io dico di no, forza Felipe!

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di Fabrizio Brunetti | 26 luglio 2010

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