Kia dice addio alla formula monovolume

Nel 2011, la Carnival sarà tolta di produzione: è troppo grossa e non più al passo coi tempi. Al suo posto ci sarà una nuova versione della Magentis b

Addio, minivan: per le Kia da famiglia numerosa, il futuro non sarà più dedicato alle multispazio "quasi - monovolume", ma sarà legato a un'immagine di auto spaziosa, con una linea innovativa ma più ancorata a standard "tradizionali" (un ampio cofano, un abitacolo di dimensioni adeguate, un accenno di coda), sulla falsariga delle vetture del segmento medio - alto di sapore europeo.

In questi giorni, la Casa coreana ha comunicato che non intenderà procedere al restyling della grossa monovolume alto di gamma Carnival, finora prodotta in due serie (la prima dal 1999 al 2005 e l'attuale, in produzione dal 2006).

Il risultato, secondo quanto espresso da una fonte interna della Kia, sarebbe la conclusione del ciclo produttivo della Carnival entro due anni. Non sarebbe sostituita, perciò, e non ci sarà una terza serie.

Il suo posto verrà preso da una nuova serie della Magentis, berlina appartenente allo stesso segmento della Carnival (a questa, infatti, si equivarrebbe quanto a motori e dimensioni esterne, pur possedendo delle caratteristiche completamente diverse), che sarà basata sulla concept VG presentata al Salone di Seoul all'inizio dello scorso Aprile.

Si tratterà di una vettura dalle dimensioni "importanti" sulla falsariga della Carnival (lunghezza oltre i 4,70 metri, larghezza 1,80), e accreditata di uno stile più vicino a quello di alcune berline premium europee (Audi e Jaguar in particolare, stando al profilo decisamente a cuneo, alla sezione superiore a sviluppo tondeggiante, alla grande griglia anteriore e alla "coda" incorporante il bagagliaio piuttosto alta ma accennata).

I motivi che, secondo i dirigenti della Kia, avrebbero portato il Marchio coreano alla decisione di sospendere, una volta esaurito il ciclo produttivo dell'attuale seconda serie, la produzione della Carnival, sarebbero nell'obsolescenza di questa vettura per gli attuali gusti automobilistici.

Estetica a parte (la Kia Carnival ha costituito, per diverso tempo, una alternativa alle Renault Espace e Grand Scénic, alle quali, peraltro, non ha corrisposto con un pari livello di vendita, nonostante i sette posti disponibili in un abitacolo dalle rifiniture ben curate), la grande multispazio coreana ha sofferto, negli ultimi anni, di un progressivo abbandono da parte dell'utenza, motivato in primo luogo dal mutare dei gusti come conseguenza della crisi delle vendite, che hanno penalizzato soprattutto le vetture appartenenti al segmento medio - alto.

Dati alla mano, le vendite della Kia Carnival, dopo una iniziale fiducia, sono infatti andate calando in maniera vistosa: in Europa, gli esemplari venduti nei suoi primi 10 anni di produzione sono stati 173960, suddivisi fra gli 11961 del 1999 e i 7580 del 2008. In mezzo, c'è un decennio scarso di vendite non allo stesso livello di altre monovolume, seppure fra il 2001 e il 2006 si siano registrati i livelli (relativamente) più alti di vendita, con un picco di 23073 esemplari deliberati nel 2003.

In Italia, le vendite della Kia Carnival non hanno mai portato a livelli elevati: dal 1999, gli esemplari venduti nel nostro Paese sono stati 29529, con una oscillazione attorno alle 4 mila unità nei primi cinque anni.

La crisi dei mercati, la corsa alla riduzione dei consumi e delle emissioni e, nell'ultimo anno, lo sviluppo della tecnologia del downsizing (portata avanti, in prima battuta, dalla Volkswagen, che ha presentato i nuovi motori 1.2 e 1.4 TFSI e dalla Fiat con le nuove unità MultiAir), caratterizzata da elevate potenze a discapito della cubatura da utilitaria dei motori turbocompressi, secondo una filosofia iniziata dai propulsori a gasolio da una trentina d'anni e solo dal 2000 in avanti considerata seriamente anche fra i propulsori a benzina, ha accelerato l'invecchiamento della Kia Carnival, tanto da rilevarne 7580 esemplari venduti nel 2008 in Europa (dei quali appena 548 in Italia).

In poche parole: la "grossa" (più che in termini di dimensioni, in termini di motorizzazione) monovolume proposta per il segmento "medio", non è più al passo coi tempi.

La "multispazio" coreana, con i suoi 4,81 metri di lunghezza per 2 metri di larghezza e l'elevata cubatura dei motori con i quali è presente sui listini italiani (3 litri V6 automatica, accreditata di un consumo "medio" di 10,80 litri di benzina per 100 km, e 2.9 Turbodiesel CRDI, per la quale il consumo dichiarato è di circa 9 litri per 100 km) sembra seguire un cliché superato, nonostante la generosa capacità di carico (214 dmc di bagagliaio).

Meglio, a questo punto, voltare pagina, devono aver pensato i vertici della Kia. Dal 2011, la Carnival costituirà un capitolo chiuso. Secondo le voci interne alla Kia, il futuro sarà affidato ad una nuova versione della Magentis, la grossa berlina che, dal 2011, dovrebbe essere basata sulla concept presentata in anteprima a Seoul e chesi attende, in una versione definitiva, per l'anno prossimo.

Il design della sostituta della Carnival si rifarebbe in maniera piuttosto chiara al gusto europeo: non a caso, il progettista è Peter Schreyer, ex responsabile della Divisione Design Audi.

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di Francesco Giorgi | 02 ottobre 2009

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