Fiat-Chrysler: richiamo per 560.000 SUV e pick-up

Un componente difettoso potrebbe portare surriscaldamenti del carburante con possibili incendi.

Fiat-Chrysler: richiamo per 560.000 SUV e pick-up

Tutto su: Chrysler

di Valerio Verdone

30 ottobre 2014

Un componente difettoso potrebbe portare surriscaldamenti del carburante con possibili incendi.

Dopo l’Audi, anche la Chrysler ha dato vita ad una campagna di richiamo per oltre 560.000 vetture, secondo quanto riportato da “Lo Sportello dei Diritti”. Si tratta di 380.000 pick-up e di 180.000 SUV appartenenti a diversi marchi del Gruppo, tra cui l’unico modello importato in Italia è la Jeep Grand Cherokee. Gli altri modelli sono la Dodge Durango e Dodge Ram.

I pick-up Ram costruiti tra il 2010 ed il 2014 sarebbero soggetti ad un surriscaldamento del carburante che potrebbe causare degli incendi imputabili ad un componente difettoso. Meno problematica la vicenda che riguarda i SUV, in quanto sarebbe sufficiente un aggiornamento del software per verificare il funzionamento del controllo elettronico.

Per quanto sia notizia di alcuni giorni fa l’ingresso in officina di oltre 900.000 veicoli controllati per scongiurare il pericolo d’incendio, la Chrysler ha precisato che al momento non sono pervenute in azienda notizie relative ad incidenti riconducibili alle cause appena elencate.

“Pur non essendoci stati incidenti – segnala Giovanni D’Agata, presidente de “Lo Sportello dei Diritti” – è consigliabile che i proprietari di questa auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari Chrysler Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai lotti in questione. Al singolo proprietario, infatti, non costa nulla tale tipo di verifica e nel caso in cui la propria autovettura sia oggetto del richiamo, l’intervento previsto è a totale carico della casa automobilistica che dovrebbe fornire anche un’autovettura sostitutiva per il periodo necessario alla manutenzione straordinaria”.