Citroen: disco verde per la nuova 2 CV

L’erede della mitica Citroen 2 CV arriverà nel 2013 e sarà caratterizzata da motori compatti realizzati con Bmw e da un ottima versatilità.

Citroen C-Cactus

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Per conquistare nei prossimi anni nuovi clienti e nuovi mercati come quello cinese, sempre più ambito negli ultimi tempi, i vertici Citroen hanno dato il disco verde al progetto che darà vita all' erede della Citroen 2 CV, la mitica vettura caratterizzata da un inimitabile design e da particolari doti di versatilità, nata nel 1948 e prodotta fino al 1990 in quasi 5 milioni di esemplari. 

Secondo le strategie di marketing della Casa del double chevron, la nuova 2 CV - in arrivo sui nostri mercati nel  2013 - andrà ad inaugurare una terza linea di prodotti offerti dal marchio Citroen che si andrà ad aggiungere ai modelli standard (C1,C2,C3 etc.) e ai modelli sportivi DS.

Obiettivo emissioni: 95 g/km di CO2

La nuova generazione della 2 CV deriverà dalla concept C-Cactus, presentata al Salone di Francoforte nel 2007 e temporaneamente accantonata fino a questo momento. Secondo il management della Casa francese i tempi sono maturi per proporre un nuovo modello che combini caratteristiche di elevato comfort e versatilità unite ad una carrozzeria compatta ed a un peso ridotto, in modo da contenere consumi ed emissioni. L'obiettivo è rimanere sotto la soglia dei 95 grammi di CO2 emessi ogni km, un limite che a partire dal 2020 diventerà obbligatorio negli stati occidentali e in Cina.

Linea estrosa e tanta versatilità

Lunga circa 4,20 metri, la nuova generazione della 2CV avrà cinque portiere e potrà ospitare comodamente 4 persone adulte. Esteticamente proporrà soluzioni originali come il tetto panoramico in cristallo che si unisce in un unico elemento con il portellone posteriore dalla forma molto inclinata, la linea di cintura sarà alta ed asimmetrica, mentre gli interni offriranno la massima ergonomia grazie a sedili intelligenti e a una plancia moderna e poco ingombrante.

Motori compatti e poco assetati

La futura vettura sarà equipaggiata da motori compatti dotati di sovralimentazione capaci di ottimizzare consumi e prestazioni. I propulsori più potenti, realizzati in partership con Bmw, saranno dei compatti tre cilindri turbo da 1.2 litri con potenze che potranno variare dai 110 ai 130 CV. In un secondo momento potrebbe debuttare una seconda famiglia di propulsori dalle dimensioni ancora più contenute e caratterizzati da soli 2 cilindri, in modo da competere con i moderni propulsori della famiglia Multiair appartenenti al Gruppo Fiat. Tra le varie proposte non è stata scartata lo schema ibrido-diesel, ovvero una meccanica caratterizzata da un motore elettrico da 30 CV accoppiato ad un propulsore turbodiesel appartenente alla famiglia HDI e capace di erogare 70 CV. Secondo i tecnici francesi questa soluzione sarà in grado di offrire consumi irrisori nell'ordine dei 3 litri di carburante ogni 100 km percorsi.  

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di Francesco Donnici | 28 marzo 2011

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