Toyota Yaris Hybrid HSD

La tecnologia full-hybrid debutta sulla nuova Yaris abbattendo emissioni inquinanti e consumi di carburante dell’auto, senza intaccarne la praticità.

Toyota Yaris Hybrid HSD

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di Francesco Donnici

06 febbraio 2012

La tecnologia full-hybrid debutta sulla nuova Yaris abbattendo emissioni inquinanti e consumi di carburante dell’auto, senza intaccarne la praticità.

Il lancio sul mercato della nuova Toyota Yaris Hybrid sancisce l’esordio della sofisticata tecnologia full-hybrid HSD (Hybrid Synergy Drive) su una vettura di segmento “B”. Con il debutto di questa nuova Yaris, la tecnologia ecosostenibile  realizzata dal Costruttore giapponese diventa alla portata di tutti, offrendo consumi ed emissioni inquinanti veramente ridotti.

Gli ingegneri Toyota sono riusciti a “miniaturizzare” tutti i componenti della tecnologia full-hybrid in modo da applicarle su una vettura di circa 3,88 metri. La meccanica di questa speciale Yaris è composta da un compatto motore elettrico abbinato ad un  propulsore a benzina da 1.5 litri. Quest’ultimo risulta ben 16,5 kg più leggero e del 10% più compatto rispetto al 1.8 litri che equipaggia la Auris HDS. La potenza totale sviluppata dalle due unità risulta di ben 100 CV, mentre per non occupare spazio prezioso, il pacco batterie ed il serbatoio dedicato al carburante, sono stati incastonati al di sotto del divano posteriore, lasciando così inalterato l’abitacolo e il bagagliaio.

Il lavoro di ridimensionamento dei vari componenti del sistema ibrido ha interessato anche il motore elettrico, più leggero e compatto di circa il 20% rispetto a quello utilizzato sulla più grande Auris Hybrid. Modifiche di questo tipo sono state adottate anche sull’unità di controllo della potenza (PCU), “dimagrita” di circa il  12%  rispetto al dispositivo che equipaggia la Auris HSD, mentre il differenziale è stato accorciato del 6% e risulta più leggero di ben 11 kg.

Tutte queste caratteristiche – unite alla nuova tecnologia full hybrid – garantiscono alla citycar ibrida della Casa giapponese non solo emissioni inquinanti irrisorie, ai vertici della categoria, ma anche un abbattimento dei consumi di carburante  e più in generale dei costi di gestione relativi alla vettura.