Toyota GR Yaris by Litchfield Motors: caratteristiche e prestazioni

È già tempo di tuning per la nuova “piccola peste” di Gazoo Racing: la factory inglese Litchfield Motors ha sviluppato un programma di elaborazione da 300 CV ed un progetto evolutivo per l’assetto.

La “baby-bomba” di Toyota costituisce, da quando ha iniziato a muovere i primi giri di ruota, uno degli “oggetti del desiderio” privilegiati per molti enthusiast. Soltanto lontana parente della piccola Yaris recentemente aggiornata nella nuova generazione, Toyota GR Yaris costituisce un invitante esempio di come anche una “compattissima” come la fortunata stirpe Yaris può, adeguatamente “riveduta e corretta”, trasformarsi in una belva da pista. Gli ingredienti non mancano: trazione integrale, cambio manuale, carrozzeria trasformata in tre porte dall’allure simpaticamente coupé; e, sotto al cofano, quei 261 CV che fanno venire l’acquolina in bocca a gli appassionati. Ce ne sarebbe abbastanza per entusiasmarsi, tuttavia c’è chi ha già pensato ad un programma di elaborazione.

Si tratta di Litchfield Motors, factory con sede nelle Cotswolds: immersa nel “cuore” verde del Regno Unito, l’azienda inglese, forte di una ultraventennale esperienza nelle elaborazioni, annuncia di avere provveduto all’acquisto di due esemplari di Toyota GR Yaris, con l’obiettivo di sviluppare in contemporanea due livelli di tuning rivolti essenzialmente ad un “upgrade” per meccatronica e telaio.

Corpo vettura: tutto come prima

Appare in effetti interessante, anche perché esprime in pieno la filosofia “tutta sostanza” delle elaborazioni di oltremanica che badano più all’affinamento delle performance telaistiche e meccatroniche, il mantenimento pressoché completo dell’immagine esterna di Toyota GR Yaris, peraltro frutto di uno studio ad hoc da parte dei tecnici Gazoo Racing. I quali, se hanno mantenuto la lunghezza (3,99 m) praticamente invariata, sono riusciti a guadagnare più di 90 mm in altezza, tanto da conferire alla “bombetta” giapponese uno sviluppo di 1,45 m in senso verticale, ed hanno determinato una larghezza di 1,8 m (specchi retrovisori esclusi). In più, il bodykit – progettato, così come tutti gli altri nuovi elementi del veicolo, avvalendosi della collaborazione con Makinen Racing (factory di Jyväskylä, fondata dal quattro volte campione del mondo Tommy Makinen), che rappresenta il braccio operativo di Toyota Gazoo Racing World Rally Team – presenta una serie di elementi aerodinamici supplementari che, insieme al pianale “misto” (piattaforma anteriore TNGA-B, cioè quella specifica di Yaris 2020; piattaforma posteriore TNGA-C, che per intenderci è quella adottata dalla nuova Corolla) possono supportare anche un voluminoso aumento in termini di potenza massima.

Ecco le “big news” motoristiche

Questa è, in effetti, la parte più ghiotta del “progetto GR Yaris” da parte di Litchfield Motors: il 1.6 turbo a 3 cilindri “di serie” ha, grazie ad un attento studio sull’elettronica di gestione, fornito ben 300 CV (al banco). Questo risultato, evidenzia Litchfield Motors, è stato raggiunto senza particolari “alchimie”: sono stati sufficienti una messa a punto del motore ed una rimappatura della centralina elettronica Denso di serie, che in questa fase preliminare di studio è in attesa di un collaudo finale prima che il tuning kit possa essere proposto sul mercato. In questo senso, i tecnici della factory inglese osservano che l’elaborazione meccatronica necessita di un ulteriore studio per la completa mappatura di tutti gli algoritmi. Litchfield è comunque all’opera per mettere a disposizione degli appassionati una ECU supplementare a sistema “plug-and-play” attraverso la quale aggiungere ulteriore potenza rispetto ai 261 CV della versione standard.

Assetto: i nuovi studi

Parallelamente all’evoluzione “sotto al cofano”, Litchfield Motors ha sviluppato, insieme allo specialista Nitron, diverse soluzioni di sospensioni e ammortizzatori, per studiare nuove modalità di assetto anche in funzione della maggiore “cavalleria”. Le fasi preliminari di collaudo, illustrate in una gallery messa a disposizione dall’azienda di oltremanica, sono state eseguite con la vettura verniciata in bianco delle due acquistate: il responso è stato positivo, tanto da suggerire lo studio di due tipologie di assetto, uno più finalizzato alla guida high performance, e uno leggermente più “morbido”. Nello stesso tempo, si studia il ricorso a geometre ancora più evolute e carreggiate allargate, proprio per mettere un accento più marcato sui già notevolissimi atout di maneggevolezza della “baby al peperoncino” di Gazoo Racing.

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