Lada Niva: uguale a se stessa da 40 anni

Il fuoristrada russo è uno dei modelli più longevi della storia dell’auto: dopo 40 anni è ancora in produzione con pochissime modifiche.

Lada Niva: uguale a se stessa da 40 anni

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di Andrea Tomelleri

03 febbraio 2017

Il fuoristrada russo è uno dei modelli più longevi della storia dell’auto: dopo 40 anni è ancora in produzione con pochissime modifiche.

Il nome, che in russo significa “campo”, chiarisce subito il suo terreno d’elezione. Stiamo parlando della Lada Niva, fuoristrada dalle indiscutibili capacità off-road, passato alla storia come uno dei modelli più longevi nell’industria automobilistica. La Niva è infatti in produzione da ben 40 anni senza che il modello sia stato modificato sostanzialmente, dimostrando la bontà del progetto originale pensato per l’utilizzo fuoristradistico “duro e puro”.

Sopravvissuta alla storia

La Niva ha saputo resistere non solo al mercato e alle concorrenti, ma anche alla storia del Paese in cui è nata. Questo modello ha infatti superato indenne il crollo dell’Unione Sovietica, nonostante fosse stata realizzata su iniziativa del Partito Comunista. Erano i primi anni ’70 quando al progettista Vladimir Sergeevicha Solovev e al designer Valery Pavlovich Semushkine venne affidato il compito di creare un fuoristrada economico, inarrestabile ed affidabile. Durante i collaudi per lo sviluppo il veicolo mostrò già straordinarie capacità fuoristradistiche: i prototipi, infatti, erano in grado di affrontare pendenze di 58°, attraversare guadi di 60 centrimetri e procedere nella neve alta un metro. Il progetto definitivo fu presentato al XXV Congresso del Partito Comunista Sovietico nel febbraio del 1976 e fu immediatamente avviata la pre-produzione da parte del costruttore AutoVAZ. La vettura entrò ufficialmente in produzione l’anno successivo presso gli stabilimenti della città russa di Togliatti, con il nome definitivo di VAZ-2121. Sotto il cofano montava un motore quattro cilindri Fiat 1.6 (lo stesso montato già dagli anni ’60 sulla Fiat 1500) capace di erogare 72 CV e 126 Nm di coppia massima, abbinato ad un cambio manuale a quattro rapporti e alla trazione integrale permanente.

Evoluzione minima nel corso degli anni

Il modello venne importato anche al di fuori dei confini russi, con una commercializzazione in oltre 150 paesi, in cui ottenne un buon successo nel segmento dei fuoristrada. Per un aggiornamento del propulsore bisognerà aspettare fino al 1994, quando venne introdotto un nuovo motore benzina 1.7 litri di origine General Motors, mentre in alcuni mercati, negli anni successivi, iniziò ad essere montato un motore diesel 1.9 litri di origine Peugeot. Alcune modifiche estetiche, introdotte a metà anni ’90, furono limitate alla zona posteriore, con un portellone ridisegnato e nuovi fari a sviluppo verticale. Nell’abitacolo fu introdotto un inedito quadro strumenti. Il modello venduto in Italia fin dal 2001 è caratterizzato da una versione bi-fuel con alimentazione benzina e Gpl. Nel 2014 è stata introdotta una nuova versione, denominata Urban, che vanta un leggero aggiornamento stilistico con fascioni paraurti integrati nella carrozzeria, griglia frontale ridisegnata e cerchi in lega. Nel nostro Paese è commercializzata solo la versione 3 porte, ma in altri mercati sono presenti anche le carrozzerie 5 porte e pick-up.

Non conosce l’elettronica

Il successo pluridecennale della Lada Niva è dovuto in gran parte alla sua robusta meccanica, totalmente priva di elettronica, che le permette di procedere là dove molti fuoristrada sono costretti a fermarsi. La progettazione semplice, inoltre, la rende affidabile, facile da riparare e con una ridotta manutenzione. La Niva era molto innovativa negli anni ’70 perché coniugava delle caratteristiche dei moderni SUV, come la scocca portante rinforzata e la trazione integrale permanente con differenziale centrale, a soluzioni fuoristradistiche pure come le marce ridotte, il ponte rigido posteriore e il blocco totale del terzo differenziale. In più, il passo corto e gli angoli caratteristici molto favorevoli (angolo di attacco di 40° e di uscita di 32°), la rendono agile nei passaggi off-road più tecnici. La Niva ebbe anche un passato competitivo, con una presenza costante alla Parigi-Dakar tra il 1979 e il 1985. Infine una curiosità: nei primi anni di commercializzazione la Niva era dotata di avviamento a manovella, per l’accensione nei climi artici più rigidi.