Lada Niva Legend: caratteristiche e dotazioni

Il ritorno in pianta stabile della storica denominazione, che sostituisce l’anonimo “4×4” mantenuto per alcuni anni, si abbina ad una serie di aggiornamenti per l’iconico fuoristrada russo.

Sempre uguale a se stessa: l’immagine che da più di 40 anni accompagna Lada Niva fa leva su una “costante immutabilità”. Se si eccettuano alcuni interventi di restyling che si sono succeduti nel tempo, l’impostazione-base è sempre stata la medesima: ingombri esterni compattissimi (meno di 3,8 m di lunghezza, un metro e sessanta di larghezza con gli specchi e poco meno di 1,65 m di altezza), una generosa “luce” a terra (angolo di attacco di 40° e di uscita di 32°), sbalzi ridottissimi, la struttura a scocca portante e le sospensioni indipendenti –rarità nel settore fuoristrada “duro e puro”, storicamente condivise soltanto con Fiat Nuova Campagnola (la generazione del 1974, per intenderci) -, la trazione integrale permanente. Un “mulo” che, fra l’altro, simboleggia diverse fasi storiche, politiche e sociali importanti.

Ecco le novità

La conosciuta e popolarissima Lada Niva, venduta in un totale di oltre 2,5 milioni di unità dal 1976, vive una seconda giovinezza. O, per meglio dire: è protagonista di un rinnovato revival. Con Lada Niva Legend, la fabbrica di Togliatti torna ufficialmente alla classicissima denominazione del modello, che per diversi anni è stato ribattezzato solamente “Lada 4×4”. Contestualmente al “renaming”, Lada Niva Legend porta in dote alcuni aggiornamenti per il comfort degli occupanti (dati alla mano, è stata ottenuta una diminuzione di 3,7 decibel nell’abitacolo in fase di accelerazione, e di 2,2 decibel nella marcia a 120 km/h costanti) ed alle tecnologie di bordo, fra le quali si segnala un nuovo “pacchetto Comfort” (disponibile anche separatamente e che può essere installato presso qualsiasi centro di assistenza ufficiale Lada), comprendente un impianto audio con prese Aux ed Usb per il collegamento con gli smartphone, la chiusura centralizzata con telecomando ed un allarme antifurto. Fra le dotazioni di sicurezza attiva che equipaggiano Lada Niva, non manca l’Abs con Ebd. Ferma restando l’unità motrice (che resta il 1.7 benzina aspirato da 83 CV, abbinata al cambio manuale a cinque rapporti con riduttore e differenziale centrale per la ripartizione della coppia motrice fra gli assali), Lada Niva Legend viene declinata in nove configurazioni di gamma, comprese le versioni a cinque porte che in Italia non sono mai arrivate ufficialmente.

Il “new deal”

Lada, a gennaio 2021, ha messo a segno sul mercato nazionale un totale di 21.857 unità vendute (7.720 Granta, 6.347 vesta, 2.004 Niva, 1.587 XRay): un risultato sostanzialmente stabile (+0,3%) rispetto a gennaio 2021. Proprio all’inizio di quest’anno, il marchio di Togliatti, che da tempo fa capo a Renault Groupe, è tornato agli onori delle cronache in Europa occidentale in virtù di due notizie: l’avvio di produzione di Lada Niva Travel – modello che deriva dalla datata Chevrolet Niva del 1998 -, e l’annuncio di un nuovo futuro per la “eterna” fuoristrada russa. Nello specifico, in occasione della presentazione del piano industriale Renault Groupe a medio e lungo termine, i riflettori sono stati puntati su una futura Niva, il cui prototipo è stato svelato durante il “reveal” ufficiale delle nuove strategie della “Marque à Losanges”. Fra le novità tecnico-strategiche annunciate, l’adozione della piattaforma modulare Cmf-B di Renault: la stessa che costituisce l’”ossatura” della lineup Dacia. È apparso dunque chiaro il ruolo complementare a quello del marchio romeno che potrebbe essere affidato a Lada in termini di espansione in nuovi mercati di riferimento. Lada sarà, si può dire in poche parole ed in senso lato, “cugina” russa di Dacia. Il debutto commerciale della futura Niva è atteso non prima del 2024.

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