F1: Alonso non si arrende a McLaren e Red Bull

Il pilota asturiano è convinto di poter ancora dire la sua in un mondiale che sta prendendo la via di McLaren e Red Bull

Non si da per vinto Fernando Alonso, il pilota che aveva il compito di riportare il mondiale a Maranello e che adesso si trova a 41 lunghezze dal capo classifica Lewis Hamilton. Rimangono ancora 6 gare da disputare e il campione spagnolo è convinto che le cose possono cambiare nonostante la disastrosa gara di Spa.

"In Belgio non abbiamo fatto la gara che volevamo - ha spiegato il pilota di Oviedo - e la svolta è stata il primo giro. Ero partito bene e potevo puntare anche al podio, invece sono dovuto rientrare ai box ed è cambiato tutto. Quest'anno siamo stati spesso sfortunati nei primi giri, a volte per nostri errori, altre per cose che non dipendono da noi. In 5 gare su 13 mi sono ritrovato indietro per varie cause. Ma in una stagione la buona e la cattiva sorte tendono sempre a equilibrarsi, dunque spero che in futuro ci possa essere una compensazione".

Così Alonso continua a sbandierare la teoria delle ultime gare vissute come finali, che fino ad ora non ha portato bene al team di Maranello, e definisce per l'ennesima volta determinante il prossimo gran premio. "La prima finale è andata molto male - ha rivelato l'asturiano - ma ne rimangono ancora 6. Con il nuovo sistema di punteggio e l'alternanza di risultati che ha finora caratterizzato il Mondiale, sono sicuro che abbiamo ancora possibilità.

Ci sono in gioco 150 punti, sufficienti per ribaltare la situazione. La gara di Monza sarà molto importante: è il nostro circuito di casa e dobbiamo fare il possibile per recuperare punti. Non vedo l'ora di essere lì e vedere le gradinate piene di tifosi. Un buon risultato ci darebbe un grande slancio. Se le cose dovessero invece andare male, non sarebbe nulla compromesso, ma sarebbe una botta fortissima per il morale". Insomma, ancora una volta Alonso parla da protagonista e sembra dimenticare che al momento non è altro che uno dei tanti inseguitori della coppia Hamilton-Webber.

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di Valerio Verdone | 03 settembre 2010

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