Nuova Opel Meriva: cronaca d'acquisto

La seconda generazione della monovolume Opel alla prova concessionaria: sconto e consegna ragionevoli, ma difficoltà a rendere l'usato

Oper Meriva Model Year 2010

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La nostra prova d'acquisto in incognito stavolta ha per protagonista la seconda generazione della Opel Meriva, caratterizzata dalle porte che si aprono a" libro", come nelle vecchie Lancia.

La Meriva 2 desta curiosità e interesse in questo avvio di commercializzazione; piace e pur con un design complessivo che, ad eccezione della caratterizzazione delle portiere posteriori, è abbastanza convenzionale, si fa notare per la sua pulizia.

Lo spazio interno è flessibile e permette di variare la configurazione dei posti (da 2 a 5) e il piano di carico. L'eventuale quinto passeggero viene sacrificato proprio dal sistema a rotaia che ingombra con un tunnel centrale ragion per cui la Meriva potrebbe essere più correttamente considerata una comoda e flessibile quattro posti. I motori disponibili sono il 1400 Twinport a benzina - in una versione aspirata e due sovralimenate con potenze variabili da 100 a 140 CV - e tre diesel CDTI, con i due 1300 di derivazione Fiat da 75 e 95 CV e il 1700 da 110 CV.

Tra tante versioni e allestimenti disponibili ho scelto di chiedere un preventivo "aperto" con alternativa tra le due motorizzazioni che presumibilmente monopolizzeranno la richiesta del mercato italiano, vale a dire il 1,4 benzina turbo da 120 cv e il diesel 1,3 da 95 cv

Il diesel costa a parità di allestimento 1.500 euro in più del benzina e la scelta reale d'acquisto dovrà tener conto della percorrenza media annua. La soglia dei 20.000 km premia senz'altro il diesel; al di sotto occorre infatti valutare con attenzione il punto di convenienza considerando il maggiore costo d'acquisto dell'auto e la maggiore incidenza del premio assicurativo per le vetture a gasolio

Tra i due allestimenti disponibili - Elective e il più ricco Cosmo - scelgo il Cosmo che aggiunge alla dotazione della versione base cerchi in lega, interni in "techno pelle" e tessuto, alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico bizona, fendinebbia, impianto audio "premium" oltre a volante e pomello del cambio in pelle. Per l'ipotesi di permuta ho proposto una Opel Astra 5 porte 1,6 16V Enjoy immatricolata nel maggio 2006 con 48.000 km all'attivo. La quotazione desunta dai principali listini dell'usato è di circa 6.000 euro, ma sono realisticamente preparato all'atteggiamento "dissuadente" dei venditori rispetto alla resa del proprio usato.

Per la prova d'acquisto scelgo una grande concessionaria del distributore storico Opel su Roma. Mi accoglie un giovane venditore, cortese e preparato. Negli espositori non trovo una brochure della nuova Meriva, ma il venditore me la fornisce prontamente. Piacevole nella grafica, centrata sulla flessibilità degli spazi, ma priva di dati tecnici.

Il venditore ascolta la mia richiesta e chiarisce subito che "per la permuta devo vedere l'auto e anche dopo che l'ho verificata non posso darle una valutazione perché abbiamo molte Astra e Meriva in carico e la valutazione viene autorizzata solo dal responsabile centrale Opel...", sembra irremovibile.

Mi conferma in ogni caso che lo sconto è indipendente dalla presenza o meno della permuta ed inizia a redigere l'offerta per una Meriva Cosmo 1,4 120 CV con l'unico optional della vernice metallizzata. Per la versione diesel da 95 CV CDTI, disponibile da settembre, la consegna è prevista per fine anno, mentre per la versione benzina anche entro luglio ma con i pacchetti obbligatori, altrimenti la previsione è ottobre. Il listino è di 19.250 euro, cui vengono sommati 500 euro per la tonalità metallizzata (gli unici colori pastello sono il bianco e il blu violaceo) e 181 euro per l'IPT: il totale è di 19.931 euro. Lo sconto proposto è di 1.750 euro, che con un piccolo arrotondamento in difetto porta il nostro possibile investimento a 18.100 euro. La versione diesel da 95 CV potrebbe invece essere nostra con un maggiore esborso di 1.500 euro.

Ora che siamo in confidenza rilancio la richiesta di un'indicazione di massima della valutazione della "mia" Astra. Mi chiede quanto penso di realizzare, gli dico 6.000 euro. Si fa pregare, poi va a prendere l'Eurotax blu (quello con le valutazioni di acquisto) e mi sussurra 4.800 euro.

E' il momento del congedo e mi lascia con un "ci porti l'Astra e vediamo cosa si può fare per la valutazione...magari arriviamo ad una cifra più vicina a quella che si aspettava. Certo in ogni caso le conviene venderla privatamente..."

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di Fabrizio Brunetti | 10 giugno 2010

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