Lexus: riflettori puntati sulla CT 200h al Salone di Parigi

Elevata qualità e tanta tecnologia per la futura compatta di lusso firmata Lexus. In arrivo a marzo 2011 nella sola variante ibrida

Lexus: riflettori puntati sulla CT 200h al Salone di Parigi

di Stefano Panzeri

01 ottobre 2010

Elevata qualità e tanta tecnologia per la futura compatta di lusso firmata Lexus. In arrivo a marzo 2011 nella sola variante ibrida

Tecnologica e di qualità, ma con qualche rinuncia nella parte posteriore: queste le prime impressioni sulla Lexus CT 200h che abbiamo avuto al Mondial Automobile 2010. Evento nel quale i responsabili Lexus hanno confermato le scadenze annunciate: apertura ordinazioni a partire da ottobre e prime consegne previste tra la fine di febbraio e i primi di marzo.

Ancora top secret i prezzi, ma l’orientamento è per un listino composto da due o tre allestimenti con la versione d’accesso proposta a un prezzo poco inferiore ai 30.000 euro. Cosa ormai certa è invece che la gamma sarà composta soltanto dalla variante ibrida per enfatizzare il vantaggio di Lexus sulla concorrenza in questa tecnologia. Non sono previste al momento altre varianti di carrozzeria o configurazioni speciali, come la sportiva “F”.

Abitacolo premium per qualità  e finiture

Il primo approccio con la CT 200h è molto favorevole. L’abitacolo è ampio, i materiali di qualità elevata e le finiture curate nei dettagli come ci si attende da un modello della classe premium. La seduta, con regolazione elettrica e tre memorie, è pensata per il comfort, ma la conformazione avvolgente dello schienale indica un buon contenimento laterale pure nella guida sportiva.

L’impressione, comunque, è che il posto guida sia ben configurato per assicurare un viaggio piacevole e rilassato. Il cruscotto è tradizionale nell’apparenza. In realtà, i tre elementi circolari che lo compongono segnalano che si è al volante di un’auto “diversa” con la presenza di strumentazione insolita, come l’indicatore del “consumo” energetico delle batterie che si trasforma in contagiri scegliendo l’opzione di guida sportiva.

[!BANNER]Comandi razionali e… un “mouse”

Che si tratti di un modello con tecnologia avanzata lo si percepisce pure dalla plancia ricca di pulsanti che, al primo impatto, tende a smarrire. In verità, la suddivisione dei comandi è molto razionale e sono sufficienti pochi istanti per orientarsi con certezza. A dimostrarlo è la consolle centrale che racchiude innumerevoli tasti, ma suddivisi con una logica a prova di errore: comandi per il climatizzatore in alto, quelli dell’impianto hi-fi al centro e il selettore per scegliere tra le quattro modalità di guida in basso.

Queste ultime, lo ricordiamo, sono EV (elettrica), Eco (ottimizza i consumi), Normal e Sport. A completare la consolle sono gli elementi di maggiore uso, giustamente posizionati nella fascia vicino al volante: il selettore del cambio E.CVT, il pulsante del freno a mano elettronico (come l’accensione) e, nella versione esposta, il joystick per comandare diverse funzioni della CT 200h, navigatore compreso. Il sistema, denominato Remote Touch, è ispirato al mouse del computer e studiato per la selezione intuita e rapida delle opzioni.

Dietro manca all’appello qualche centimetro

Le maggiori perplessità riguardano la parte posteriore, a cominciare dallo spazio riservato agli ospiti della seconda fila. Se i sedili hanno comfort da poltrona, lo spazio per le gambe non sembra eccelso, soprattutto se si supera il metro e ottanta di altezza. Più adeguati alla caratura del modello i centimetri disponibili in larghezza e altezza.

La presenza del sistema ibrido, e in particolare delle batterie, genera qualche rinuncia nel bagagliaio. Il vano di carico ha una capacità dichiarata (345 litri) in linea con la concorrenza, ma l’impressione è che la profondità sia scarsa e la praticità inferiore ai modelli “termici”. Qualche perplessità suscita pure il lunotto posteriore con altezza e larghezza ridotte (i montanti posteriori sono molto più grandi di quanto appare nelle fotografie).

L’impressione è che la visibilità posteriore ne possa risentire, sensazione che pare essere confermata dalla presenza di un tergilunotto “micro” e di ampi specchietti laterali. Insomma, il sistema di assistenza al parcheggio sembra altamente consigliato.

Solo ibrida a sfidare le diesel Bmw e Audi

Una nota merita la scelta di Lexus di optare esclusivamente sulla motorizzazione ibrida. Se a livello di marketing l’idea appare appropriata, in tema di vendite può essere penalizzante poiché il comparto delle compatte di classe premium è dominato da versioni diesel, dove tra, l’altro, le rivali Audi e Bmw eccellono.

Detto in altri termini, la CT 200h offre un “plus” in termine di immagine (l’ibrido è considerato tecnologico ed ecologico), ma non appare del tutto competitiva per economia. Il listino preannunciato sarebbe superiore, sia pur di poco, delle contendenti a gasolio di Serie 1 e Audi A3 e il risparmio dal distributore limitato. Possiamo ipotizzare consumi in linea con quelli della Prius, dalla quale la CT 200h eredita il sistema Hybrid Drive e il motore 1.8 VVT-i da 136 CV: 3,8 l/100 km. Un valore non troppo distante da quelli della Bmw 116d (4,5 l/100 km) e della A3 1.6 TDI CR (4,3 l/100 km, 3,9 nella versione “e”) che costano 3.000 euro in meno.

Certo, il divario si annulla considerando le versioni più potenti, quali la 318d da 143 CV e la A3 2.0 da 140 CV, ma resta il fatto che le tedesche hanno una gamma più ampia e accessibile.

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