10 anni di smart

La city car tedesca che ha cambiato il traffico nel 2009 ha passato il decennio di vita. Breve storia della smart

Non ci sono mezze misure: o piace o non piace. C'è chi ne decanta le doti di praticità, di estrema agilità, una tipica city car in grado di destreggiarsi al meglio nel traffico, ma non per questo di fare la figura della lumaca in autostrada, grazie ad una motorizzazione da sempre piuttosto "spinta". D'altro canto, non mancano i detrattori: è troppo poco "auto", per chi la giudica piccola piccola. Forse in maniera eccessiva.

E però, la smart ha superato un doppio traguardo: quello dei suoi primi dieci anni di vita e il milione di esemplari venduti. Una buona parte dei quali (273.000) in Italia, che si dimostra Paese di riferimento fra le 37 nazioni nelle quali la smart viene venduta.

Il successo italiano

Anzi, ancora nel 2008 le vendite in Italia della smart hanno raggiunto il terzo posto nel segmento delle city car, con un aumento del 6,2% rispetto all'anno precedente, dietro la Panda e la 500 e davanti alla C1, alla Peugeot 107 e alla Toyota Aygo. Prodotta nella classica versione due posti, proposta in un accattivante vestito da coupé-hard top - la Roadster - , imborghesita con quattro porte e quattro posti - la ForFour - , benzina, diesel e dal 2010 anche elettrica: dalla fine del 1998 il percorso della smart procede diritto.

Con qualche passo falso: il calo di vendite che si verificò nel 2005-2006, segno che il progetto originario iniziava a mostrare i suoi anni; in quell'occasione, la Mercedes-Benz, che da sempre cura la commercializzazione della micro car di origine elvetica, denunciò un passivo di 3,9 miliardi di euro.

Ma anche con diversi aggiornamenti: durante la sua (ormai) lunga carriera, la smart ha ricevuto nel 2008 un nuovo propulsore (un Mitsubishi da 999 cc, in versione turbo o aspirata, in luogo dell'originario 600 cc turbocompresso) e un ritocco alla carrozzeria, ora con un musetto appena appena accennato e che, abbinato a nuove soluzioni per la sicurezza attiva e passiva, ne ha portato la lunghezza totale da 2 metri e 50 a due metri e settanta centimetri. Un "allungamento" che non ne intacca le dimensioni da pulce della strada.

Da un orologio...

E pensare che tutto è nato dalla passione imprenditoriale di un "re" della creatività plastificata. Nicolas Hayek, inventore e proprietario della Swatch, la celebre marca di orologi minimal chic, nel 1996 decise di fare proprio il progetto ultraventennale relativo ad una microvettura che un tecnico della Mercedes-Benz (Johann Tomforde) aveva sviluppato già dall'inizio degli anni '70. Hayek propose all'allora amministratore della Mercedes, Werner Niefer, di riprendere mano alla realizzazione di questa microvettura.

All'inizio del 1998 la Smart (Swatch - Mercedes - Art) avrebbe dovuto già essere commercializzata. Ma non superò il test dell'alce per la stabilità in caso di brusca manovra. E la produzione slittò alla fine dello stesso anno.