Costruiva monoposto Ferrari clonate, assolto

Il tribunale di Palermo ha assolto un carrozziere accusato di costruire e vendere repliche non autorizzate di monoposto Ferrari.

Costruiva monoposto Ferrari clonate, assolto

di Simonluca Pini

17 ottobre 2011

Il tribunale di Palermo ha assolto un carrozziere accusato di costruire e vendere repliche non autorizzate di monoposto Ferrari.

Costruire monoposto rosse ispirate alla vetture Ferrari che partecipano al campionato di Formula Uno non è reato. Grazie a questa sentenza Maurizio Barbuto, un carrozziere della provincia di Trapani, è stato assolto dall’accusa di contraffazione.

Denunciato dalla Ferrari cinque anni fa per aver copiato e commercializzato due finte monoposto F2003, Barbuto si era sempre dichiarato innocente. Le sue vetture non erano copie  ma “solo auto artigianali prive di motore, semplici pezzi d’arredo da sistemare in casa o in garage”.

Dopo la denuncia da parte dell’azienda di Maranello, la Guardia di Finanza aveva rintracciato due finte Ferrari realizzate da Barbuto in una concessionaria romana e in uno showroom nella provincia barese, oltre ad una terza venduta in Germania ed utilizzata come simulatore di guida. Il Tribunale di Palermo ha scagionato il carrozziere siciliano grazie all’assenza dei loghi Ferrari sulle vetture (gli stemmi del cavallino venivano messi dai clienti) ma soprattutto grazie alla mancanza del motore e della tecnologia necessaria per correre in Formula 1.

La sentenza arrivata dalla Sicilia apre però molte porte ai “taroccatori” di professione. In pratica le vetture si possono “copiare”: l’importante è cambiare il nome e usare una tecnologia non all’altezza del mezzo contraffatto… Ma non è quello che molti marchi cinesi fanno già diversi anni?