Al Mubarak nel board della Ferrari

Nel board della Casa di Maranello a sostituire Jean Todt arriva dal Dubai Al Mubarak, CEO del fondo d'investimento Mubadala

La Ferrari parla sempre più arabo. Dopo l'apertura di un grande store a Dubai e del parco tematico ad Abu Dhabi (pronto per il prossimo anno), ecco arrivare nel "board" della Casa di Maranello il Ceo del fondo di investimento Mubadala, l'emiro Khaldoon Khalifa Al Mubarak, che entra al posto di Jean Todt.

Al Mubarak, vecchia coonoscenza di Montezemolo, già sponsorizza ed è azionista Ferrari con una quota del 5%, ed è l'uomo che sta realizzando il parco di Abu Dhabi. L'arabo non sarà il solo a entrare nel board di Maranello: ci sarà anche Alessandro Baldi che prende il posto di Ferruccio Luppi (gruppo Fiat), dimissionario da settembre.

E' stato soprattutto il successo della nuova Ferrari California sui mercati del Medio Oriente e asiatici a stabilire questa apertura verso i paesi arabi al termine dei primi nove mesi del 2009, nei quali tutte le case automobilistiche hanno perso grosse quote.

La Ferrari si è difesa bene perdendo in questo periodo solo il 6,9%, mentre nell'ultimo terzo trimestre la perdita è stata solo del 4,3%. In pratica sono state consegnate in tutto 4.680 vetture delle quali ben 1.454 negli ultimi tre mesi.

Tra i mercati orientali in crescita per la Casa del Cavallino anche la Cina. Per festeggiare il primo quinquennio in questa grande nazione il 3 novembre la Ferrari  metterà all'asta una 599 Gtb Fiorano dipinta dall'artista cinese Lu Hao.

Il ricavato da questa asta servirà a finanziare borse di studio in ingegneria automotive per i giovani studenti cinesi, sempre più numerosi in Italia e soprattutto a Maranello.

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di Leopoldo Canetoli | 28 ottobre 2009

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