Saab dice no all’acquisizione totale da parte dei cinesi

Saab ha interrotto l’accordo con le cinesi Youngman e Pang Da: queste ultime volevano acquistare il 100& della Casa svedese.

Saab dice no all'acquisizione totale da parte dei cinesi

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di Andrea Barbieri Carones

26 ottobre 2011

Saab ha interrotto l’accordo con le cinesi Youngman e Pang Da: queste ultime volevano acquistare il 100& della Casa svedese.

Potrebbe finire ancor prima di nascere il matrimonio tra Saab e le aziende cinesi Zhejiang Youngman Lotus Automobile Co. e Pang Da Automobile Trade Co.per il quale erano pronti sul tavolo 245 milioni di Euro.

Il motivo dello screzio è che le imprese orientali sono intenzionate a rilevare il 100% di Saab dalla olandese Spyker, che a sua volta l’aveva acquistata da General Motors a inizio 2010. I precenti accordi prevedevano solo un investimento con acquisizione parziale delle quote, producendo e commercializzando le auto svedesi anche in Cina.

Appena 3 mesi fa, a luglio, Youngman e Pang Da avevano siglato un memorandum d’intesa per entrare in possesso del 53,9% della compagnia. Ma oggi, i piani sono cambiati e non se n’è fatto più nulla, come ha dichiarato lo stesso amministratore delegato Saab, Victor Muller, che ha sottolineato che l’acquisto totale avrebbe tolto il controllo dell’azienda dalle sue mani, cosa che avrebbe probabilmente significato la fine del brand europeo. Le 3 parti, comunque, non hanno interrotto i colloqui.

Intanto prosegue il tentativo di riorganizzazione della Saab, attualmente nelle mani di un amministratore nominato dal tribunale di Goteborg impegnato soprattutto a cercare di trovare le risorse per pagare i creditori che, da qualche mese, hanno sospeso le forniture interrompendo di fatto la produzione di auto.

L’amministratore ha riferito anche che i 50 milioni di Euro promessi da un investitore statunitense non erano sufficienti per continuare il programma di riorganizzazione e, pertanto, ha chiesto ufficialmente la fine della tutela della procedura fallimentare. Il tribunale di Goteborg delibererà il 28 ottobre.